Modello Unico 2012: chi deve presentarlo

Il modello Unico può essere presentato dai contribuenti che oltre alla dichiarazione dei redditi devono presentare anche la dichiarazione Iva ( il modello unificato permette infatti di presentare sia la dichiarazione dei redditi che la dichiarazione iva congiuntamente).

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il modello Unico può essere presentato dai contribuenti che oltre alla dichiarazione dei redditi devono presentare anche la dichiarazione Iva ( il modello unificato permette infatti di presentare sia la dichiarazione dei redditi che la dichiarazione iva congiuntamente).

Chi deve presentare il modello Unico 2012

  • Contribuenti che hanno prodotto redditi nel 2011 e che non rientrano nelle condizioni di esonero;
  • Contribuenti che sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili ( in genere i titolari di partite iva), anche nel caso non abbiano prodotto reddito nell’anno in esame;
  • Lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro ed hanno ricevuto più certificazioni di lavoro dipendente (CUD), se l’imposta corrispondente al reddito complessivo supera di oltre 10,33 euro il totale delle ritenute subite;
  • Lavoratori dipendenti che hanno percepito direttamente dall’Inps o da altri enti indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se non siano state effettuate le ritenute  o se non ricorrono le condizioni di esonero;
  • Lavoratori dipendenti per i quali sono stati riconosciuti dal datore di lavoro o ente pensionistico deduzioni dal reddito o detrazioni di imposta non spettanti in tutto o in parte;
  • Lavoratori che hanno percepito retribuzioni o redditi privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (baby sitter, collaboratori familiari, ecc.);
  • Contribuenti che hanno conseguiti redditi soggetti a tassazione separata, tranne quelli che non devono essere riportati in dichiarazione ( ad esempio Trattamento di fine rapporto, emolumenti arretrati, indennità per cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa) quando sono erogati da soggetti obbligati ad effettuare ritenute alla fonte;
  • Lavoratori dipendenti per i quali non sono state effettuate in tutto o in parte le trattenute inerenti le addizionali comunali e regionali irpef ( purché il singolo importo dovuto superi i 10,33 euro);
  • I contribuenti che hanno realizzato plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare  a imposta sostitutiva dovendo compilare rispettivamente i quadri RT e RM.

Chi non è obbligato alla presentazione 

Il modello non deve essere presentato da:

  • Contribuenti che hanno un reddito complessivo, al netto di abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a 7500 euro e ai quali non sono stati applicate ritenute;
  • Contribuenti che nell’anno di imposta hanno posseduto esclusivamente redditi da fabbricati derivanti esclusivamente dal possesso dall’abitazione principale e da sue eventuali pertinenze;
  • Contribuenti che nell’anno in esame hanno percepito esclusivamente redditi di lavoro dipendente o da pensione corrisposti da un unico datore di lavoro che effettua le dovute ritenute d’acconto;
  • Contribuenti che hanno percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione da più datori di lavoro, e che hanno richiesto il conguaglio all’ultimo datore di lavoro;
  • Contribuenti che hanno percepito un reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale relative pertinenze, non superiore a 4.800 euro, al quale concorre uno dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione non è proporzionata al periodo di imposta o redditi derivanti da attività commerciali o di lavoro autonomo non esercitata abitualmente.
 

Le novità del modello Unico /2012 

Il nuovo modello Persone fisiche contiene numerose novità a seguito delle varie manovre varate.  

Partiamo dalla cedolare secca, il nuovo istituto introdotto a partire dal 2011 che consente ai proprietari di immobili residenziali in affitto di beneficiare di un regime di tassazione sostitutivo.

La cedolare secca è infatti un’imposta che sostituisce tutti gli altri tributi versati per l’immobile ( non solo irpef, ma anche bolli ed imposta di registro). La base imponibile per effettuare il calcolo di quanto dovuto è rappresentato dal canone di locazione annuo, a cui occorrerà applicare l’aliquota del 21 per cento ( contratti di affitto a canone libero) o 19 per cento ( aliquota valida per contratti di affitto a canone concordato). L’opzione per la cedolare secca deve essere espressa all’atto  della registrazione del contratto o in sede di dichiarazione dei redditi.
Altra novità riguarda il quadro CS nel quale occorre indicare il contributo di solidarietà per i contribuenti che hanno redditi superiori ai 300 mila euro annui.

Il contribuente verserò il contributo insieme al saldo e tale importo è comunque deducibile dal reddito complessivo  e viene calcolato nella misura del 3 per cento della parte che eccede i 300 mila euro.
Ulteriore novità riguarda il pagamento del canone rai, che occorrerà indicare in dichiarazione.

Occorre precisare che la norma vale solo per quei contribuenti che esercitano attività di impresa e che detengono uno o più apparecchi per la ricezione televisiva in locali aperti al pubblico.

Anche le detrazioni in materia di ristrutturazioni edilizie sono interessati da diversi cambiamenti. Per quanto riguarda la detrazione del 36 per cento, le nuove norme prevedono che non occorre più effettuare l’invio della raccomandata prima dell’inizio dei lavori e diviene obbligatorio indicare i dati catastali degli immobili all’interno della dichiarazione dei redditi.

 

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni, Tasse e Tributi