Modello 730/2020 anche per chi è in NASPI: come comportarsi

Se non si è certi della presenza dell’INPS quale sostituto d’imposta che eseguirà il rimborso, è conveniente presentare il Modello 730/2020 nella formula senza sostituto

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Se non si è certi della presenza dell’INPS quale sostituto d’imposta che eseguirà il rimborso, è conveniente presentare il Modello 730/2020 nella formula senza sostituto

Sono un soggetto disoccupato ed attualmente percepisco la NASPI dall’INPS la quale dovrebbe terminarmi ad ottobre prossimo. Nel 2019 avevo regolare contratto di lavoro dipendente ed ora dovrei presentare la dichiarazione dei redditi per recuperare interessi del mutuo per l’abitazione principale, spese sanitarie ed altri oneri sostenuti lo scorso anno per me e i miei familiari a carico (moglie e figli). Vorrei sapere se possono riportare nel Modello 730/2020 precompilato come sostituto d’imposta l’INPS in modo tale da avere l’accredito del rimborso IRPEF che scaturisce dal modello dichiarativo (circa 800 euro) direttamente sulla rata NASPI che mi verrà erogata ad agosto o settembre. Ciò mi è consentito oppure dovrò presentare il Modello 730 nella forma “senza sostituto d’imposta” e poi attendere che il rimborso venga erogato dall’Agenzia delle Entrate?

Gentile lettore

Uno dei vantaggi per chi presenta il Modello 730 (precompilato o ordinario) con sostituto d’imposta è che l’eventuale credito d’imposta che ne deriva (di cui si vuole il rimborso) viene accreditato direttamente sul cedolino paga o cedolino pensione del dichiarante e questa operazione è fatta direttamente dal sostituto in essere in quel momento. Stessa cosa dicasi in caso di debito d’imposta (questo verrà trattenuto in busta paga o sulla rata di pensione).

Il legislatore, tuttavia, ammette la possibilità di presentare il Modello 730 (sempreché si tratta di soggetti che si trovino nelle condizioni di poter presentare la propria dichiarazione reddituale tramite il predetto modello) anche laddove non ci sia sostituto d’imposta. In questi casi:

  • se c’è debito d’imposta, questo dovrà essere versato dal dichiarante con F24 alle ordinarie scadenze (ossia 30 giugno o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% per il saldo e I° acconto e 30 novembre per il II° o unico acconto);
  • se c’è credito d’imposta, questi potrà essere utilizzato in compensazione per il versamento di altri tributi oppure può essere chiesto a rimborso (che però sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate).

Si ricorda inoltre che a causa dell’emergenza Covid-19, il legislatore ha ammesso la possibilità di presentare il Modello 730/2020 (anno d’imposta 2019) nella formula “senza sostituto” anche laddove il predetto soggetto esista (ciò è stato previsto con il decreto Rilancio).

Rimborso da parte del sostituto o dell’Agenzia delle Entrate: i tempi di attesa

A decorrere dal Modello 730/2020 (con sostituto), per i lavoratori dipendenti, le somme risultanti a debito o a credito dal prospetto di liquidazione saranno trattenute o rimborsate sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto (dall’Agenzia delle Entrate) il risultato del predetto prospetto di liquidazione. Per i pensionati, invece, quanto anzidetto avverrà a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento da parte del sostituto (INPS) dei suddetti dati.

Fino allo scorso anno le regole erano diverse e queste nuove sarebbero dovute entrare in vigore dal Modello 730/2021, ma il legislatore le ha anticipate.

Dunque, se ad esempio, il contribuente ha presentato il Modello 730/2020 il mese scorso (ossia giugno) ed il datore di lavoro riceve il risultato del prospetto di liquidazione in questo mese di luglio, il contribuente riceverà il rimborso sulla retribuzione di agosto.

Più lunghi sono, invece, i tempi nel caso di presentazione del Modello 730 “senza sostituto”. In tal caso il rimborso sarà predisposto dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul c/c del dichiarante eventualmente comunicato all’Amministrazione finanziaria stessa oppure tramite vaglia della Banca d’Italia (se l’importo a rimborso supera i 1.000 euro) o tramite titolo di credito Poste Italiane (se l’importo non è superiore ai predetti 1.000 euro).

In genere può passare anche un anno prima di ottenere il rimborso (la procedura è più celere però se è comunicato il c/c).

Il rimborso per chi percepisce la NASPI: quale strada percorrere?

Il soggetto disoccupato che percepisce la NASPI ha come sostituto d’imposta l‘INPS e può farsi rientrare nella casistica dei rimborsi da Modello 730 sopra illustrata per i lavoratori dipendenti. Tuttavia, in questi casi, è necessario essere certi che nel mese in cui si dovrà ottenere il rimborso il dichiarante stia ancora percependo il sussidio di disoccupazione.

Stando così le cose, il contribuente può indicare l’INPS come sostituto d’imposta nel relativo quadro del Modello 730 e ricevere così il credito sulla rata NASPI che percepirà. Laddove, invece, non si ha certezza di ciò (al fine di evitare di dover poi inviare una dichiarazione rettificativa), il consiglio è quello di presentare il Modello 730 nella formula “senza sostituto” ed attendere il rimborso da parte dell’Amministrazione finanziaria.

L’altra alternativa è presentare il Modello Redditi PF/2020 entro il 30 novembre prossimo (in tal caso ai fini del rimborso del credito o del pagamento del debito valgono le stesse regole illustrate per il 730 senza sostituto).

Si ricorda, infine che, il termine ultimo per l’invio del Modello 730/2020 (ordinario o precompilato) è fissato al 30 settembre prossimo.

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