Minimi 2015, accesso vietato alle partite IVA con redditi sopra i 20mila euro

Secondo un emendamento approvato alla legge di Stabilità, rimarrebbero escluse dal nuovo regime dei minimi le partite IVA con redditi cumulati lavoro dipendente e autonomo sopra i 20mila euro

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Secondo un emendamento approvato alla legge di Stabilità, rimarrebbero escluse dal nuovo regime dei minimi le partite IVA con redditi cumulati lavoro dipendente e autonomo sopra i 20mila euro

Vietato l’accesso al regime dei nuovi minimi 2015 alle partite IVA con redditi cumulati tra lavoro dipendente e autonomo superiori a 20mila euro. La Commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento del relatore alla manovra, Giorgio Santini del PD.

Minimi 2015: chi sono gli esclusi

Le partite IVA con redditi cumulati da lavoro dipendente e assimilati e lavoro autonomo superiori a 20mila euro non potranno entrare nel nuovo regime forfetario dei minimi, con aliquota al 15% in vigore dal 1 gennaio 2015. Per sapere di più sul nuovo regime si rinvia a Apertura partita IVA nei minimi: guida al regime agevolato 2014 Nuovi minimi 2015, ultime modifiche al regime forfetario Minimi 2015: guida ai requisiti di accesso regime forfetario Rimane invariata invece la soglia di 15mila euro per l’accesso ai minimi per i professionisti.

Credito imposta lavoratori autonomi

Approvato anche un altro emendamento che  introduce un credito d’imposta del 10% per le imprese senza dipendenti.  I lavoratori autonomini che non hanno alle proprie dipendenze lavoratori, potranno fruire di un credito di imposta al 10%. Una misura questa introdotta per non penalizzare i lavoratori autonomi che non possono dedurre dall’Irap il costo del lavoro e subiscono, più di tutti, l’aumento dell’aliquota Irap dal 3,5% al 3,9% previsto dalla legge di stabilità.  

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