Milleproroghe 2012: pensioni esodati e precoci c’è la copertura

Il governo pensa anche a un nuovo decreto a saldo zero su fisco e tributi

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Il governo pensa anche a un nuovo decreto a saldo zero su fisco e tributi

Mentre la camera dà la fiducia al provvedimento Milleproroghe 2012, l’esecutivo pensa anche ai provvedimenti legislativi successivi. Il decreto Milleproroghe passerà ora al senato per il proseguimento dell’iter di conversione. Ricordiamo come il provvedimento abbia avuto una nascita abbastanza contrastata e che in sono state fatte diverse modifiche in corsa. 

 

PENSIONATI ESODATI E PRECOCI: COPERTURA FINANZIARIA GARANTITA DA AUMENTO PREZZO TABACCHI

Tra i provvedimenti introdotti sicuramente tra i più rilevanti figurano alcune norme di favore  per pensionati esodati e precoci.

  Per i primi se il licenziamento si è verificato prima del 31 dicembre 2011 viene riconosciuto l’accesso alla pensione in base al vecchio regime. Il lavoratore tuttavia deve aver maturato i requisiti previsti con il sistema pensionistico previgente avendo comportato l’erogazione del trattamento pensionistico entro 24 mesi dall’entrata in vigore del nuovo regime pensionistico. Per quanto concerne i cosiddetti lavoratori precoci, i pensionati che hanno maturato i requisiti contributivi previsti e che scelgono la pensione prima di aver compiuto i 62 anni, vengono eliminati le penalizzazioni previste. I lavoratori dovranno aver maturato i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2017 includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni. La copertura finanziaria per l’applicazione dei suddetti provvedimenti viene assicurata grazie ad un aumento delle accise sui tabacchi (La copertura ammonta a 240 milioni di euro per il 2013, a 630 milioni per il 2014, a 1,04 miliardi per il 2015, a 1,220 miliardi per il 2016, a 1,030 miliardi per il 2017, a 610 milioni di euro per il 2018 e a 300 milioni per il 2019).

 

NUOVO DECRETO SEMPLIFICATIVO SU FISCO E TRIBUTI

Inoltre oltre al milleproroghe e dopo il decreto salva e quello cresci Italia ed il recente provvedimento legislativo in materia di liberalizzazioni, l’esecutivo dovrebbe varare un decreto a saldo zero in materia di fisco e tributi. Le nuove norme procedurali riguarderanno sia la riscossione che le dichiarazioni dei redditi, e più in generale, avranno il compito di semplificare il rapporto del fisco con i cittadini.

Tale tipo di decreto dovrebbe essere inoltre anticipato da un altro provvedimento che ha lo scopo di eliminare diverse pratiche burocratiche ( dovrebbero essere cassate in un colpo solo oltre 430 mila norme).

Come detto il decreto non avrà impatti sul bilancio, e dovrebbe vedere la luce già dalla prossima settimana e sarà propedeutico ad un ulteriore decreto, stilato in base alla delega fiscale, che dovrà riforma l’intero settore delle agevolazioni tributarie. Il recupero del rapporto tra fisco e contribuente passa innanzitutto con una semplificazione di molte procedure ( al riguarda lo stesso direttore centrale delle entrate Attilio Befera auspica che dalle decine e decine di pagine da compilare necessarie oggi per dichiarare il proprio reddito si passi ad un modulo con poche pagine).

Pertanto l’intervento legislativo in programma mira  a rendere le procedure meno complicate ed a far perdere il meno tempo possibile all’utente.

 

AUMENTO IVA ULTIMA SPIAGGIA

Inoltre tale primo decreto farà da apripista all’intervento successivo che avrà l’impronta di una vera e propria riforma fiscale. Infatti tale intervento sarà necessario per recuperare il gettito previsto, in caso contrario verrà effettuato un nuovo aumento dell’aliquota iva. In sostanza dal bilancio 2012 occorrerà recuperare circa 4 miliardi di euro nel 2012, 16 miliardi nel 2013 ed altri 20 miliardi dal 2014. Per recuperare tale gettito si punta a sfoltire la giungla di detrazioni fiscali e assistenziali che valgono sia per le famiglie che per le imprese. Il risparmio generato dalla revisione delle oltre 700 agevolazioni, le quali producono ai contribuenti risparmi di imposta ai contribuenti di oltre 250 miliardi di euro, avranno il compito di ridurre il deficit ed andare a finanziare la riduzione delle aliquote irpef già prevista.

Tutto questo ha l’obiettivo di rendere più difficile l’evasione fiscale, il cui contrasto è un chiodo fisso del governo. Infatti l’evasione costa almeno 120 miliardi di euro allo stato, l’equivalente di circa 5 manovre finanziarie fatte dal governo. Inoltre porte aperte anche a discussioni che conducano parte dei proventi derivante dalla lotta all’evasione ad una riduzione della tassazione da parte di cittadini ed imprese ( tramite sgravi fiscali o attività assistenziali).

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