Milioni di lavoratori dipendenti rischiano di non ottenere il bonus 200 euro. Ecco cosa sta succedendo

I Ministeri dell’Economia e delle Finanza e del Lavoro non forniscono le istruzioni operative relative al bonus 200 euro.

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Facciamo prima a vedere chi non prende il bonus 200 euro, tutte le categorie degli esclusi

A breve gran parte dei cittadini italiani riceveranno il tanto atteso bonus 200 euro. Si tratta del nuovo contributo, istituito con il decreto Aiuti, per far fronte all’impennata dei prezzi dell’energia. Impennata causata principalmente all’attuale conflitto in Ucraina.

Seppur in una prima bozza del decreto Aiuti il bonus sembrava dovesse essere accreditato agli aventi diritto in modo del tutto automatico, così in realtà non è, o almeno non lo è per tutti. A parte gli statali, anche i dipendenti privati dovranno presentare una autocertificazione al proprio datore di lavoro, con la quale dichiarare di essere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

Come se non bastasse, in queste ultime ore è intervenuto sulla vicenda anche il presidente dell’Associazione nazionale consulenti del lavoro, Dario Montanaro; secondo il quale “milioni di lavoratori dipendenti rischiano di non ottenere il bonus 200 euro”. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Bonus 200 euro, perché i lavoratori rischiano di perdere il contributo?

Secondo Dario Montanaro, presidente dell’associazione nazionale consulenti del lavoro, “milioni di lavoratori dipendenti rischiano di non ottenere il bonus 200 euro”.

Il motivo è semplice: “il Mef e il ministero del Lavoro non forniscono le istruzioni operative; sembra quasi vogliano rimandare l’impatto finanziario sui conti dello Stato”.

“Ad oggi, continua Montanaro, non ci sono disposizioni precise, operative e utilizzabili per gestire l’erogazione del bonus. Il fatto ancora più grave è che, anche l’INPS è ancora in attesa di disposizioni da parte dei ministeri competenti”.

Da qui, secondo il presidente dei consulenti del lavoro, l’impossibilità di erogare il bonus 200 euro ai lavoratori, almeno se la situazione non dovesse sbloccarsi entro l’inizio della prossima settimana.

È inaccettabile – conclude Montanaro – “che imprese e lavoratori siano ostaggio di una burocrazia lenta e farraginosa che, al 22 giugno, non riesce a fornire una circolare operativa concernente una misura economica da erogare a decorrere dai primi giorni di luglio”.

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