Milano, prima città italiana “smoke free”

Vietato fumare a Milano negli spazzi pubblici all’aperto. Multe fino a 240 euro. La misura piace e altre città italiane sono pronte a imitarla.

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Vietato fumare a Milano negli spazzi pubblici all’aperto. Multe fino a 240 euro. La misura piace e altre città italiane sono pronte a imitarla.

Milano è diventata la prima città italiana “smoke free”. Dal 19 gennaio è stato introdotto dal Comune il divieto di fumare negli spazi pubblici all’aperto. Una misura studiata da tempo e attuata dal sindaco Giuseppe Sala.

Il divieto riguarda quindi tutte le aree pubbliche, le fermate degli autobus, le stazioni, i parchi, le piazze, insomma tutte quelle zone urbane dove si viene frequentemente a contatto con altre persone.

L’azione è volta a migliorare la qualità dell’aria della città, ma anche a rispettare le altre persone che volente o nolente si trovano vicino ai fumatori. In questo senso Milano fa da apripista per altre città italiane e molti sindaci hanno già fatto sapere di voler imitare la metropoli meneghina.

Milano da oggi città smoke free

Una mano, naturalmente, l’ha data il Covid e l’emergenza climatica. La necessità di maggiore sicurezza e salubrità dell’aria ha aiutato la giunta del Comune di Milano ad adottare la nuova misura “smoke free”. E in molte aree, come l’aeroporto di Linate o l’idroscalo, a breve saranno messe al bando anche le sigarette elettroniche.

“Si tratta di un piccolo passo  – ha commentato la vicesindaca della Città Metropolitana di Milano, Arianna Censiche può contribuire in misura rilevante ad incentivare abitudini tese al rispetto dell’ambiente e del prossimo. L’Organizzazione mondiale per la sanità stima che il fumo passivo causi ogni anno nel mondo 603 mila morti, di cui il 28% bambini. Inoltre questa scelta ci pone sempre più in linea con i provvedimenti assunti da altre grandi metropoli come New York, Parigi, Seul e Sydney”.

Le sanzioni

Il provvedimento è stato adottato dal Consiglio comunale nell’ambito del “Piano Clima”.

Esso prevede l’entrata a regime di altri provvedimenti che individueranno le aree “smoke free” di Milano. Entro il 2025 in tutta la città sarà vietato fumare se non alla distanza minima di 10 metri. Come già avviene in Svezia e altre metropoli come New York, Seul o Sidney.

Le sanzioni per chi non si adegua arrivano fino a 240 euro, sia per le sigarette normali che epr quelle elettroniche. “Si tratta di provvedimenti che hanno un duplice obiettivo, spiegano da Palazzo Marino:

aiutano a ridurre il Pm10, ossia le particelle inquinanti nocive per i polmoni, e tutelano la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati anche dai minori”.

Altre città pronte a seguire Milano

L’esempio di Milano potrebbe presto essere seguito da altre città. I cittadini hanno accolto di buon grado la decisione del sindaco Sala. Anche tra i fumatori c’è presa di coscienza, soprattutto in un momento in cui la popolazione è terrorizzata dal Covid e quindi dalle malattie respiratorie.

I danni da fumo sono ormai noti e da quando è scoppiato il Covid il calo di consumo di sigarette – secondo una indagine condotta dai consumatori – è calato del 3,8% rispetto al 2019. Restano tuttavia ancora elevati i dati sui consumi di tabacchi e sigarette elettroniche, soprattutto fra i giovani.

Nella differenza di genere, gli uomini sorpassano ampiamente le donne per quanto riguarda il vizio del fumo. 76% contro 24% per le sigarette elettroniche e 74% contro 26% per le bionde tradizionali.

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