Mediazione tributaria: possibile il taglio di 4 cause su 10

E' entrata in vigore lo scorso 2 aprile l'istituto della mediazione tributaria: vediamo quali sono le prospettive

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
E' entrata in vigore lo scorso 2 aprile l'istituto della mediazione tributaria: vediamo quali sono le prospettive

Con l’introduzione della mediazione tributaria, istituto volto a diminuire la litigiosità tributaria e i aumentare i fenomeni di tax compliance,  dal 2 aprile è cambiato il rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Gli atti interessati sono tutti gli atti impugnabili (ma anche eventuali silenzi assensi da parte dell’amministrazione o i dinieghi di rimborsi) emessi dall’agenzia delle entrate per un controvalore di 20 mila euro (dovranno essere considerate solo le imposte e non le sanzioni). Per tali tipi di atti diviene obbligatorio effettuare un reclamo al posto del ricorso in commissione tributaria. Nell’istanza di reclamo il contribuente potrà indicare anche una cifra come valore da tenere conto ai fini della definizione dell’atto in via bonaria. Qualora non si addivenisse ad alcuna definizione l’istanza presentata potrà essere usata per il ricorso in contenzioso, e le motivazioni addotte dal contribuente saranno proprio quelle inserite all’interno del reclamo.
La mediazione è un istituto che può essere utilizzato anche nel caso l’accertamento con adesione non vada a buon fine.  Pertanto si configura come uno strumento deflattivo del contenzioso e dati alla meno potrà tagliare circa 4 cause su 10 potenziali. Il calcolo viene fatto tenendo conto delle liti potenzialmente mediabili (circa 113 mila) ed i nuovi ricorsi del 2011 (secondo i dati del Mef le controversie instaurate sono circa 260 mila). Un potente aiuto per la magistratura tributaria quindi, che nel 2011 ha visto aumentare le casi pendenti in primo grado del 2,4 per cento, ed in secondo grado addirittura dell’11,4 per cento (da 118 mila a 131 mila liti ancora pendenti).

 

La mediazione tributaria sarà estesa ai comuni?

L’abbattimento delle liti giudiziarie preventivato è quindi del 40 per cento, quota che rappresenterebbe un successo per l’istituto. E si pensa anche di estendere l’istituto anche ad altri enti, oltre l’agenzia delle entrate. Per ora sono stati considerati solo atti emessi dall’amministrazione finanziaria in virtù del maggior coordinamento che l’agenzia possiede, ma in futuro anche i Comuni potrebbe instaurare la fase della intermediazione tributaria.
L’istituto della mediazione, come ribadito, è stato introdotto non per esigenze di cassa ma per sfoltire i numerosi processi pendenti. A ritardare la chiusura delle liti vi è il numero crescente di cause inoltrate alle commissioni tributarie ma anche la carenza di personale. Si calcola infatti che all’appello manchino circa 900 giudici tributari all’interno delle commissioni provinciali e ben 253 nelle commissioni regionali. Sebbene sia stato recentemente bandito un concorso per 960 posizioni, occorre considerare  gli esodi e la redistribuzione dei giudici sul territorio.

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi