Matrimonio o convivenza: cosa conviene sul piano fiscale? Gli auguri di San Valentino dall’Agenzia delle Entrate

Convivenza o matrimonio? Non si sceglie solo col cuore. Ecco un'analisi economica e fiscale delle due situazioni.

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Convivenza o matrimonio? Non si sceglie solo col cuore. Ecco un'analisi economica e fiscale delle due situazioni.

Oggi si festeggia San Valentino 2020, come ogni anno, il 14 febbraio, cade la festa degli innamorati. Ma fiscalmente l’amore conviene oppure la vita da single offre più vantaggi di quella in coppia? Facciamo un confronto.

Differenze tra vita da single e di coppia sul piano fiscale

Anche dopo l’intervento correttivo della legge Cirinnà, che ha regolamentato le coppie di fatto, il legislatore ha mantenuto un atteggiamento più favorevole nei confronti delle coppie unite da matrimonio, riconoscendo a queste alcuni diritti esclusivi.

Questo attiene in particolare alla paternità dei figli, alla gestione dei beni comuni e ai diritti dell’erede superstite.

I figli delle coppie di fatto devono essere riconosciuti dal padre. Va chiarito che ciò rappresenta un obbligo di legge. Tuttavia, se non adempie spontaneamente, la madre dovrà intraprendere una causa. Se la coppia è sposata invece il padre è certo (salvo eventuale disconoscimento).

Per quanto riguarda il profilo economico, chi si sposa sceglie il regime patrimoniale. In automatico si applica la comunione dei beni: tutto ciò che viene acquistato in costanza di matrimonio, indipendentemente da chi sostenga materialmente la spesa, appartiene in misura del 50% ad entrambi i coniugi. Senza vincolo matrimoniale sarà necessario firmare il cd patto di convivenza, che funziona come una sorta di contratto con il quale i due partner possono regolare anche questi aspetti patrimoniali.

Solo marito e moglie sono considerati giuridicamente eredi l’uno dell’altro. Se un partner vuol garantire all’altro il proprio patrimonio per quando non ci sarà più deve disporre in testamento rispettando però le quote legittime degli eredi. Nessun diritto neppure per la successione nel TFR o per la pensione di reversibilità.

  • per due anni;
  • per il periodo pari alla convivenza se superiore a due anni;
  • non oltre cinque anni.

Fisco: conviene sposarsi o no?

Se la coppia convive, non c’è il rischio che i debiti dell’uno vengano trasferiti all’altro: come visto sopra, infatti, il regime di comunione dei beni vale solo per le coppie legalmente sposate. 

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