Manovra finanziaria 2011: arriva condono per cause tributarie

Il governo verso la sanatoria delle liti fiscali tra cittadino e PA inferiori ai 20 mila euro. Nuove norme per la selezione dei giudici tributari

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Condono fiscale finanziaria 2011

In attesa dell’ introduzione delle tre aliquote irpef ( allo studio infatti la possibilità di inserire aliquote irpef del 20, del 30 e del 40 per cento in sostituzione delle attuali cinque) e della revisione della normativa fiscale,  si tenta di riordinare e semplificare l’ attuale normativa fiscale.

 Infatti l’ esigenza di fare cassa unita ad un arretrato difficile da smaltire impone di attuare delle misure eccezionali.

Condono liti pendenti

Condono liti fiscali pendenti – L’ agenzia delle entrate mira infatti a chiudere i condoni e le liti pendenti con importo inferiore ai 20 mila euro di pretesa tributaria. Le misure che infatti sono state varate giovedì scorso mirano a ridurre l contenzioso che si è instaurato tra Agenzia delle Entrate e contribuente nel corso degli anni.

Sanatoria fiscale 2011

Sanatoria liti fiscali 2011– La sanatoria delle liti fiscali dovrebbe quindi congelare le attuali liti tra amministrazione finanziaria e debitori che abbiano come oggetto del contendere una somma inferiore ai 20 mila euro. Il numero delle cause di questo tipo è impressionante visto che è stato calcolato che circa un terzo delle cause pendenti nei tribunali tributari riguarda tali fattispecie di cause. Perlopiù si tratta di cause che sono pendenti nelle sezioni provinciali, e quindi in primo grado, infatti da una stima recente è stato visto che almeno l’ 80 per cento delle cause che hanno come ammontare 20.000 euro ( esclusi interessi e sanzioni) riguardano cause di questo tipo.

Pertanto occorrerà verificare quante delle circa 250.000 cause in esame verranno saldate dal contribuente attraverso il pagamento in misura forfettaria. Infatti presumibilmente il condono, attuato per smaltire l’ enorme mole di contenzioso ancora in essere, potrebbe concretizzarsi attraverso il pagamento di una somma che va dal 10 al 50 per cento dell’ importo in discussione. Tale soluzione potrebbe portare vantaggi al contribuente ( che evita i tre gradi di giudizio e riesce a spuntare un notevole “sconto” sulla pretesa tributaria), ma anche all’ amministrazione finanziaria visto che da recenti studi in materia si è appurato che 6 volte su 10 l’ agenzia delle entrate esce sconfitta nelle cause discusse in primo grado.

Lo smaltimento di questo arretrato attraverso la pratica del condono gioverebbe soprattutto a quattro regioni ( ci riferiamo a Sicilia, Calabria, Campania e Lazio), visto che in queste quattro regioni si è accumulato circa il 50 per cento dell’ arretrato nazionale per quanto riguarda contenziosi sotto i 20.000 euro.

Chiusura forma amichevole lite – La stessa soglia dei 20.000 euro è quella per cui , in base alle recenti novità normativa, occorrerà obbligatoriamente cercare una soluzione in modo amichevole  prima di intraprendere la via giudiziaria. Un potente meccanismo che consentirà di rafforzare l’ effetto deflattivo. Tale misure riguarderanno potenzialmente circa 450.000 accertamenti ogni anno con un ‘ imponibile medio di 6.000 euro. Sempre per gli accertamenti che hanno un ammontare inferiore ai 20.000 euro è stata prevista la possibilità di accordare una sospensiva direttamente da un funzionario dell’ agenzia delle entrate. Per gli accertamenti superiori a tale cifra sarà invece competente sempre e soltanto il giudice tributario.

Inoltre è stato già deciso di spostare l’ immediata esecutività degli accertamenti dal 1° luglio 2011 alla data del 1° ottobre 2011. Una traslazione che si è resa necessaria visto che occorre maggior tempo per far comprendere la norma sia ai contribuenti che ai commercialisti ed agli istituti pubblici. Ricordiamo che l’ esecutività immediata degli avvisi di accertamento comporterà la scomparsa dell’ iscrizione a ruolo e del successivo invio della cartella esattoriale. Infatti adesso scaduti i 60 giorni dalla notifica di un’ avviso di accertamento il contribuente vedrà arrivare una cartella che intimerà nuovamente il pagamento ( ma le sanzioni saranno maggiorate rispetto al precedente avviso).

Manovra finanziaria 2011 Equitalia

Riforma Equitalia – Con le norme che invece entreranno in vigore dal 1° ottobre scaduti i 60 giorni dalla data di notifica dell’ avviso  l’ atto diverrà immediatamente esecutivo e dopo altri 30 giorni ( per un totale di 90 giorni dalla data di conoscenza dell’ atto) l’ agente di riscossione ( Equitalia ) potrà attuare misure coercitive pignorando immobili o applicando misure di fermo amministrativo.

Al riguardo il governo aveva già stabilito, con un maxi – emendamento al decreto sviluppo, che l’ agente di riscossione debba attuare il proprio potere senza vessare il cittadino.

Tale principio si è tradotto con un’ attenuazione delle misure di fermo (cosiddette ganasce fiscali ) per importi che non superano i 2.000 euro e con il divieto di porre ipoteche sulla prima casa se il debito con l’ ente pubblico ( agenzia delle entrate, inps, Inail, ecc.) non supera i 20.000 euro. Sempre in tale ambito e sempre per venire incontro al contribuente è stato predisposto lo stop di 180 giorni agli avvisi esecutivi e la possibilità per il giudice tributario di concedere, entro 180 giorni dalla richiesta, la sospensione del pagamento.

Giudici tributari novità -Infine, visti i recenti casi di corruzione registrata, non potranno più rivestire il ruolo di giudice tributario commercialisti, revisori dei conti, consulenti del lavoro ed altri professionisti ( oltre ai loro parenti sino al terzo grado ed affini). Al loro posto saranno inseriti dei magistrati ordinari in modo da accrescere la credibilità e contenere i casi di corruzione ed illecito.

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