Manovra anticrisi 2011: su contributo solidarietà e tagli enti locali nervi tesi in maggioranza

Il decreto anticrisi 2011 prevede, tra l'altro, dismissioni del patrimonio immobiliare della difesa e tagli alla politica regionale

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il decreto anticrisi 2011 prevede, tra l'altro, dismissioni del patrimonio immobiliare della difesa e tagli alla politica regionale

La manovra di ferragosto recentemente approvata dall’esecutivo dovrà ora intraprendere la strada delle discussioni parlamentari per quanto riguarda l’iter di conversione in legge. Pertanto gli esponenti dei vari gruppi si affannano a rilasciare dichiarazioni sul tema e forniscono anticipazioni che alcune volte trovano conferma mentre altre volte sono prontamente smentite. Fra i più loquaci possiamo annoverare sicuramente il presidente del consiglio che nelle ultime ore ha dichiarato che la manovra va benissimo così come è, ma se nel corso delle discussioni si fanno delle proposte interessanti di modifica, verranno prese seriamente in considerazione, fermo restando la necessità di lasciare i saldi invariati.

Decreto anticrisi 2011 contributo solidarietà – Al di là delle dichiarazioni di routine, vi è da registrare che il premier ha comunque affermato che il contributo di solidarietà rimarrà comunque in vigore, non sarà modificato in quanto è un dovere “morale, e che in ogni caso non saranno introdotte modifiche al regime iva in quando potrebbe comportare fenomeni recessivi. Anche il leader della lega, Umberto Bossi, ha rivendicato con forza il fatto che non verranno toccati i pensionati, e che in consiglio dei ministri la sua protesta è stata molto forte a difesa della gente che ha lavorato per oltre 40 anni. Inoltre fornisce anche una anticipazione, che occorre confermare, riguardo all’inserimento in busta paga di parte del Tfr in modo tale da aumentare la quota di reddito disponibile. Comunque sul piatto della bilancia vi sono diverse proposte e modifiche che non sono andate giù a vari parlamentari, anche del partito di governo.

Addizionale redditi oltre 90mila euro – Viene addirittura messo in discussione il contributo di solidarietà (cioè l’addizionale irpef del 5 o 10 per cento che colpisce i redditi che superano i 90.000 euro annui lordi) in quanto potrebbe danneggiare parte dell’elettorato ed anche perché una tassa sul patrimonio o reddito era stata sempre negata dai vertici di governo. A contestare l’ introduzione del contributo di solidarietà sono in particolare il sindaco leghista Tosi ed il primo cittadino di Roma Alemanno, che in qualità di presidente Anci è chiamato in causa anche in merito agli accorpamenti ed i tagli all’interno degli enti locali.

Tagli enti locali – Il punto dell’accorpamento dei comuni sotto i 1000 abitanti e l’ abolizione delle province con meno di 300.000 abitanti rimante uno dei punti più controversi. Infatti il provvedimento potrebbe colpire più duramente al nord, ed eliminare dallo scacchiere diversi dirigenti ed amministratori in quota lega, cosa che il partito di governo non vuole. Del resto secondo gli analisti i risparmi a fronte dell’eliminazione di poltrone ed enti locali sarebbe molto contenuto , visto che gli amministratori molte volte esercitano le proprie funzioni a titolo gratuito e visto anche che sono in molti che potrebbero sottrarsi alla manovra. Su questo punto infatti occorre registrare che già le regioni a statuto speciale hanno rivendicato il diritto di legiferare in tema di soppressione e costituzione delle province e che le altre regioni si sono attrezzate per tentare di limitare al minimo i danni.

Decreto anticrisi 2011

Vediamo quindi nel dettaglio i punti della manovra ( che ricordiamo porterà ad una correzione dei conti pubblici di 20 miliardi di euro nel 2012 e di 25,5 miliardi di euro nel 2013) che saranno maggiormente oggetto di discussione e che potrebbero essere modificati o addirittura eliminati del tutto.

Manovra anticrisi liberalizzazioni – Alla luce della maggiore liberalizzazione delle attività economiche e fermo restando che l’ attività imprenditoriale si basa sui principi di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza, viene disposto che, per quanto riguarda le disposizioni relative all’introduzione di limitazioni ed obblighi in materia di attività economiche devono essere intesi con interpretazione restrittiva.

Concessioni licenze – L’attribuzione di licenze o nulla osta verrà concessa solo in quelle attività dove effettivamente c’è reale bisogno. Inoltre dovranno essere valutate il rilascio di tale autorizzazioni solo quando un’unico fornitore o possessore di licenza non è in grado di servire tutto il territorio nazionale e quindi vi è la necessità di introdurre nuove licenze o concessioni. Alcune attività possono essere escluse da tali regole ma occorre che venga emanato un idoneo decreto del presidente del consiglio dei ministri che stabilisca quale attività sono realmente escluse e quali no.

Caporalato reato – L’ art. 12 introduce una nuova fattispecie di reato per cui sono punibili con la reclusione da cinque a otto anni e con la multa da mille a 2mila euro per ciascun lavoratore reclutato chiunque svolga un’attività di intermediazione di manodopera organizzandone l’attività lavorativa tramite sfruttamento, con minacce, violenza, intimidazione approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Tra gli indici presuntivi che distinguono lo sfruttamento troviamo la mancata adozione di elementari norme di sicurezza, la mancata adozione delle norme in materia di igiene dei luoghi di lavoro, tali da esporre i lavoratori a problemi di salute, la sistematica violazione degli orari di lavoro in tema di personale oltre alla mancata concessione del riposo settimanale, ecc.

Soppressione enti pubblici piccoli  – L’ art. 31 della manovra stabilisce che debba essere disposta la chiusura degli enti pubblici con meno di settanta dipendenti, ad esclusione delle autorità portuali, gli enti parco, ordini professionali, federazioni sportive, enti che hanno come scopo la conservazione della memoria per quanto riguarda i delitti commessi in epoca nazista. Gli enti che ricadono nel disposto legislativo sono chiusi in automatico allo scadere dei 90 giorni a partire dalla pubblicazione del decreto in gazzetta ufficiale. Le funzione che aveva l’ ente soppresso sono trasferite all’ente immediatamente sovraordinato, o nel caso di cumulo di enti, ad uno individuato con specifico decreto. Nel caso in cui presso l’ente sussistano rapporti di lavoro a tempo determinato questi si considerano cessati alla data di soppressione dell’ente.

Tagli politica regionale – Viene disposto che anche le regioni si adeguino ai costi contenuti stabiliti con il presente decreto, in modo da ridurre anche l’entità dei trasferimenti da stato a regione. In particolare a seconda della popolazione residente in regione viene disposto che il consiglio regionale debba essere composto da un numero compreso tra 20 ed 80 consiglieri regionali (ad esclusione del presidente). Dal 1° gennaio 2012 inoltre verrà anche ridotta la remunerazione dei consiglieri regionali ed adeguata a quella dei parlamentari. Disposto anche per tutti i rappresentanti, compresi quelli delle regioni a statuto speciale, il passaggio al sistema retributivo in materia previdenziale.

Dismissioni patrimonio immobiliare difesa – Spetta al ministero del Tesoro la valutazione del patrimonio immobiliare di proprietà del ministero della difesa in modo da riorganizzare le permute le alienazioni e le valorizzazioni dell’intero parco immobili. Gli introiti derivanti dallo smobilizzo saranno destinati in parte al ricollocamento delle funzioni ed in parte al fondo casa oltre che agli enti territoriali interessati.

Tagli comuni piccoli – Viene disposto dall’art. 16 che per i comuni con popolazione uguale od inferiore ai mille abitanti sia solo il sindaco l’ organo decisionale e verrà soppresso il consiglio e la giunta comunale. Le funzioni amministrative saranno svolte attraverso la coesione dei comuni vicini e la costituzione nell’ambito del territorio della stessa provincia dell’unione municipale. Tale norma entra in vigore a partire dalla prossima legislatura dopo l’ entrata in vigore del presente decreto. Qualora scaduti i sei mesi dall’obbligo della costituzione dell’unione municipale non si adempia, un’ apposito commissario prefettizio imporrà la costituzione. Viene inoltre revisionata anche la composizione del consiglio comunale per i comuni che hanno colazione compresa tra 1000 e 10000 abitanti.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Manovre Fiscali e Finanziarie