Manovra anticrisi 2011: scudo fiscale e tfr in busta paga tra le modifiche in discussione

I tempi per la conversione del decreto legge anticrisi difficilmente potranno essere ridotti. Proseguono le polemiche per l'innalzamento dell'età della pensione

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I tempi per la conversione del decreto legge anticrisi difficilmente potranno essere ridotti. Proseguono le polemiche per l'innalzamento dell'età della pensione

Decreto anticrisi 2011

Sebbene gli attuali crolli dei listini azionari sembrano dimostrare che gli investitori non si sentono particolarmente rassicurati dalle recenti novità normative introdotte dall’esecutivo, gli istituti pubblici economici dichiarano che comunque la manovra avrà l’effetto sperato e che lo spettro della crisi recessiva dovrebbe essere scongiurato.

Condono fiscale 2011– Tuttavia, come dichiarato dallo stesso presidente del consiglio, la manovra è modificabile, se non nei numeri (e quindi il saldo finanziario dovrebbe restare invariato), almeno nei contenuti normativi.

Tra le possibili alternative per reperire fondi si fanno strada un prelievo aggiuntivo sugli importi che sono stati oggetto di scudo fiscale negli anni precedenti o addirittura la possibilità di effettuare un nuovo condono. Su quest’ultimo punto vi è da registrare una chiusura totale da parte degli esponenti dei partiti dell’ opposizione, che dichiarano la loro totale avversione nei confronti dell’istituto del condono. Infatti tale pratica è stata praticata negli anni precedenti esclusivamente dai governi di centro destra, mentre i governi di schieramento opposto hanno sempre avversato l’istituto, dichiarando che una forma di definizione agevolata di questo tipo incoraggerebbe l’ evasione e non permetterebbe di avere un sistema tributario equo.

Scudo fiscale 2011 – Vi è anche allo studio la possibilità di effettuare un prelievo aggiuntivo sugli importi già oggetto di scudo fiscale negli anni precedenti, anche perché l’ aliquota pagata ( circa il 5 per cento) è stata ritenuta troppo bassa da molti esperti del settore. Inoltre tale prelievo, in questa situazione di eccezionalità economica, sarebbe comunque legittimo e giustificato, alla stregua del contributo di solidarietà che e’ stato chiesto a chi guadagna oltre 90.000 euro annui. tuttavia proprio dal ministro dell’ economia e dai suoi collaboratori arrivano le prime smentite sulla impraticabilita’ di tale prelievo ulteriore. L’ipotesi di richiedere un contributo dell’ ordine dell’ 1 – 2 per cento a quei contribuenti che nel 2009 avevano beneficiato dello scudo fiscale ( e che aveva quindi permesso il rientro in patria di capitali posseduti all’estero a diverso titolo) sembra essere tecnicamente difficile da realizzare, almeno stando a quanto dichiarano i vertici del ministero economico.

Più semplice invece realizzare uno scudo fiscale bis , e quindi un nuovo condono ( sarebbe il quarto in 10 anni !!), che permettano nuovamente di far rientrare in patria il denaro posseduto in conti corrente esteri. Si stima infatti che circa 40 miliardi di euro siano ancora posseduti da persone fisiche o società residenti in Italia, e se l’ aliquota del condono verrà portata al 6 – 7 per cento rispetto al 5 per cento precedente gli introiti dell’ erario potrebbero superare anche i  2 miliardi di euro.

Aumento Iva 2011  – Altro punto di discussione è quello sull’ aumento delle aliquote iva e quello su di un mini innalzamento dell’età pensionabile. Per quanto riguarda l’Iva, un aumento dell’ aliquota da quota 20 a quota 21 per cento , porterebbe nelle casse erariali circa 6 miliardi di euro, una cifra significativa. Tuttavia, come dichiarato dallo stesso ministro Romani confermando la versione del premier, l’ aumento dell’ iva comporterebbe una probabile fase recessiva nei consumi, cosa che il governo vorrebbe evitare.

Innalzamento età pensione – Per quanto riguarda le pensioni, altro nodo cruciale della manovra, si pensa di anticipare dal 2013 al 2012 il raggiungimento della cosiddetta quota 97 ( somma dell’ età anagrafica e degli anni di contributi versati) per  poter usufruire dei trattamenti pensionistici. In questo caso l’ introito dell’ erario sarebbe abbastanza contenuto, circa 400 milioni di euro.

TFR busta paga – Tuttavia sono questi gli argomenti caldi che riguarderanno gli emendamenti da fare in aula. A questi si aggiungerà sicuramente il nodo del Tfr. Il leghista Umberto Bossi aveva preannunciato una sorpresa da parte del ministro dell’ economia, che riguardava la possibilità di utilizzare immediatamente parte del Tfr per sostenere la spesa corrente. Sicuramente i consumi ne avrebbero beneficio ( parliamo infatti di un aumento di circa il 7 per cento della retribuzione lorda per tutti i lavoratori), ma parliamo anche di capitali a disposizione dell’impresa che sono utilizzati in altro modo. La cifra è significativa, visto che nell’anno predente le somme a disposizione delle aziende a titolo di trattamento di fine rapporto accantonato e rivalutato erano pari a circa 13 miliardi di euro.

Inoltre un notevole flusso di tale denaro è stato già trasferito dai lavoratori nei cosiddetti fondi pensione. Si stima che circa il 23 per cento  dei lavoratori, circa 5 milioni di lavoratori, abbia trasferito il proprio Tfr in forme di previdenza complementare. Ai fondi pensione, sia aperti che chiusi sono affidati almeno 5,1 miliardi di euro mentre 5,7 miliardi di euro sono invece gestiti dal fondo tesoreria gestito dall’ Inps. Su questi numeri occorrerà discutere visto che sebbene il ministro dell’economia e finanze incoraggi l’adesione ai fondi previdenziali, i presidenti dei vari istituti chiedono una riforma del settore in modo da razionalizzare le risorse.

Pertanto restano in dotazione alle imprese circa 13 miliardi di euro, che soprattutto per le piccole imprese rappresenta una quota significativa di liquidità a costo zero. Occorrerà quindi mettere sul piatto della bilancio il finanziamento a coso zero delle imprese con la possibilità di regalare un’ulteriore mensilità ai dipendenti. Sull’ argomento per ora gli esponenti dell’ esecutivo sono comunque abbastanza scettici, anche se si aspettano le proposte che dovranno arrivare comunque per tempo.

Decreto legge anticrisi 2011 conversione – Tuttavia di tempo ce ne è, visto che il decreto di legge ha solo iniziato l’iter parlamentare per l’approvazione in legge. Per ora è stato solo depositato , ma da martedì 23 inizieranno le discussioni presso le commissioni parlamentari degli affari costituzionali e del bilancio del Senato. Solo dopo si passerebbe all’approdo nelle aule parlamentari dove oltre ai calcoli statistici ed alle discussioni preliminari verranno anche preparati i successivi emendamenti che verranno poi discussi in aula. Tale iter partirà comunque dal 5 settembre, e difficilmente sarà possibile anticipare i tempi come confermato da un po’ tutti i politici di entrambi gli schieramenti.

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