Manovra anticrisi 2011: Confindustria e sindacati critici

Confindustria e sindacati scettici su efficacia decreto anticrisi 2011: poco peso alla lotta all'evasione fiscale. No di Confindustria alla Tobin Tax

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Confindustria e sindacati scettici su efficacia decreto anticrisi 2011: poco peso alla lotta all'evasione fiscale. No di Confindustria alla Tobin Tax

Decreto anticrisi 2011: critiche

Dopo i giudizi giunti dai politici di entrambi gli schieramenti adesso è il turno dei rappresentanti dei sindacati e dei vertici di CONFINDUSTRIA. E non sono giudizi lusinghieri visto che l’associazione degli industriali si dice scontenta per le misure intraprese ed i sindacati invece lamentano scarse azioni intraprese in tema di lotta all’evasione e di aver avuto la mano troppo pesante dei confronti dei lavoratori.

Il punto della situazione su contributo solidarietà e aumento Iva 2011– Riepilogando: da una parte vi è il presidente del consiglio coadiuvato da un buon numero di esponenti Pdl che ha come priorità l’ eliminazione o l’attenuazione del contributo di solidarietà ( ultima ipotesi applicarlo oltre quota 200.000 euro annui oppure 150.000 euro tenendo conto anche di un quoziente familiare),  dall’altra vi è la maggior parte dei rappresentanti della Lega che non vogliono toccare assolutamente le pensioni e, se possibile, anche ridurre i tagli agli enti locali. Poi ci sono le posizioni isolate con il ministro dell’economia e Finanze Tremonti assolutamente contrario ad un aumento dell’aliquota Iva, Casini che vorrebbe tutela per le famiglie ed è disponibile a rivedere il sistema previdenziale, Bersani che chiede maggiori interventi nella lotta all’evasione. Nel caos generale occorre anche aggiungere le Regioni, che hanno minacciato di ricorrere alla Consulta per vedersi riconosciuto il diritto di abrogare ed istituire provincie all’interno dei propri confini, al grido di “salvate il federalismo”.

Manovra anticrisi 2011 sindacati

Critiche dai sindacati e dagli industriali – Le critiche e gli eventuali correttivi provengono in questo momento soprattutto dai sindacati e da CONFINDUSTRIA che hanno espresso seri dubbi sulle misure contenute all’interno della cosiddetta manovra di ferragosto. Critici i sindacati per i quali le azioni intraprese per fare fronte alla crisi sono sostanzialmente inique e non prevedono una seria riduzione dei costi della politica ed una lotta all’evasione fiscale. Inoltre, sebbene i tagli alla politica siano contenuti si usa la scure per quanto riguarda i tagli al pubblico impiego ed ai pensionati.

Il pensiero di CONFINDUSTRIA – Anche i vertici dell’associazione  degli industriali non vedono di buon occhio alcune delle misure contenute nella manovra e dettano le ricette per fare fronte alla crisi. In particolare secondo Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria, la manovra va migliorata in quanto persistono ancora seri rischi sulla tenuta del sistema economico italiano.

Pertanto occorre intervenire subito sul sistema previdenziale, prevedere una seria lotta all’evasione ed aumentare le aliquote iva, in modo da generare risparmi che a regime potranno superare anche i 15 miliardi di euro. Le misure devono avere una natura strutturale in modo da assicurare un gettito perpetuo ed essere quindi utili da abbattere il debito pubblico, così come richiesto dalla Comunità Europea.

Galli si mostra molto critico nei confronti dei provvedimenti una –tantum, come ad esempio il contributo di solidarietà che va a colpire chi denuncia tutti i propri redditi lasciando fuori invece tutti gli evasori che dichiarano meno di 90.000 euro annui. Più giusto potrebbe essere invece un contributo richiesto a quanti hanno patrimoni consistenti, in quanto i beni di proprietà non sono sempre in correlazione al reddito denunciato ( anche se la cosiddetta tassa patrimoniale è una delle ipotesi meno battute dai componenti dell’esecutivo).

Pensioni anzianità 2011 – Inoltre dovrebbe essere ripensato anche il sistema previdenziale, soprattutto in tema di pensioni di anzianità e di cessazione dal lavoro per le dipendenti del settore private. I risparmi generati dalla riforma delle pensioni potrebbero servire per abbattere la pressione fiscale di lavoratori ed imprese e permettere alle imprese di effettuare ulteriori investimenti aumentando la produttività e generando nuovi posti di lavoro.

Aumento aliquota Iva – Un aumento dell’aliquota Iva di un punto percentuale per i beni non di prima necessità, che quindi passerebbe dal 20 al 21 per cento, assicurerebbe un gettito di oltre 3,7 miliardi di euro. Questa azione, che secondo il direttore di CONFINDUSTRIA dovrebbe essere intraprese immediatamente, non danneggerebbe i consumi e potrebbe liberare risorse utili per investimenti e sgravi fiscali settoriali. Inoltre dovrebbero essere accelerate le revisioni previste per il settore delle agevolazioni fiscali ( si prevedono al riguardo tagli lineari prima del 5 e poi del 20 per cento su tutte le agevolazioni fiscali).

No alla Tobin Tax– Gli industriali sono inoltre contrari all’introduzione della cosiddetta Tobin Tax ( aggravio di tassazione per le imprese che operano nel comparto energia), in quanto la tassa verrebbe immediatamente scaricata sui consumatori, contribuendo ad aumentare i prezzi delle bollette. Per lo stesso motivo la tassa non dovrebbe essere estesa anche alle imprese che producono beni e servi in regime di concessione ( telefonia, energia, ecc.).

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