Manovra 2020: blocco IVA, cuneo fiscale e lotta all’evasione, ma anche nuove tasse

Blocco aumento IVA e taglio cuneo fiscale, la manovra di bilancio 2020 vale 30 miliardi. Tutte le novità, dalla lotta all’evasione (guerra al contante) alla tassa sulla plastica.

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Blocco aumento IVA e taglio cuneo fiscale, la manovra di bilancio 2020 vale 30 miliardi. Tutte le novità, dalla lotta all’evasione (guerra al contante) alla tassa sulla plastica.

Via libera al DEF (Documento di Economia e Finanza) per il 2020. La cornice della prossima manovra di bilancio è stata completata e contiene importanti misure in ambito economico e fiscale che valgono complessivamente 30 miliardi euro. Nodo cruciale intorno al quale ruota tutta la struttura finanziaria dello Stato è il congelamento dell’aumento dell’IVA nel 2020 che da sola vale circa 23 miliardi di euro.

Le dovute coperture finanziarie – secondo anticipazioni del ministro all’Economia Roberto Gualtieri – sarebbero state individuate essenzialmente nella lotta all’evasione e ai tagli ministeriali alla spesa secondo gli studi della spending review.  Ma anche qualche detrazione d’imposta o credito d’imposta che contrasta con la nuova linea verde del governo a tutela del clima e dell’ambiente potrebbe essere ridotta o cancellata sopra certi limiti. Tutto dipenderà, come sempre, dai lavori parlamentari che accompagneranno da qui a fine anno la realizzazione della complessa legge di bilancio 2020.

Il cuneo fiscale

Uno dei cavalli di battaglia del nuovo governo sostenuto da PD e M5S è il taglio del cuneo fiscale, cioè quella forbice fiscale che grava su imprese e lavoratori e che dovrebbe portare a un abbattimento delle imposte da entrambi i lati al fine di generare una busta paga netta più corposa per i lavoratori dipendenti. L’intenzione è quella di agire sui redditi medio bassi, fini a 55 mila euro, e di mantenere anche per il 2020 il bonus Renzi che vale 80 euro mensili in busta paga. Tutto, però, dipenderà dalle risorse reperibili e che nel complesso dovrebbero aggirarsi sui 2,5 miliardi di euro per il 2020 per coinvolgere una più ampia platea possibile di lavoratori.

Incentivi alle imprese

Per le imprese si profila invece il ritorno all’ACE e un nuovo pacchetto di bonus e incentivi denominato “industria 4.0”. Quest’ultimo – a detta del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuelli – ruota sostanzialmente su un sistema incentivante degli investimenti, soprattutto nel Mezzogiorno, della durata di tre anni. In bozza anche il ritorno all’ACE, l’aiuto alla crescita economica istituito col governo Monti per le imprese che rafforzavano il proprio capitale e poi abolito nel 2017 con l’introduzione della mini IRES.

La misura andrebbe a interessare circa 600 mila imprese e varrebbe complessivamente 1 miliardo di euro.

Lotta all’evasione e moneta elettronica

La maggior parte delle risorse finanziarie a copertura della sterlizzazione dell’aumento dell’IVA e del taglio al cuneo fiscale saranno reperite dall’intensificazione alla lotta all’evasione. Cavallo di battaglia sarà l’incentivazione dell’uso della moneta elettronica al posto del contante. Una svolta che vede l’Italia fanalino di coda in Europa per i pagamenti con carta di credito o debito e che, allo stesso tempo, vede il Paese vittima di evasione fiscale proprio laddove i pagamenti non risultano tracciabili (bar, ristoranti, esercizi commerciali in genere). Allo scopo il governo sta studiando misure per abbattere le commissioni sull’utilizzo dei POS negli esercizi commerciali e per fare in modo che l’esercente non venga penalizzato dal pagamento elettronico per il quale ha sempre nutrito una certa diffidenza. Il consumatore, d’altro canto, sarebbe agevolato dal pagare con moneta elettronica ottenendo uno “sconto” sull’IVA (cash back).

Tassa sull’uso della plastica

Fra le altre misure in cantiere per raccogliere fondi, si fa strada la cosi detta tassa sulla plastica. Un impegno del governo a difesa dell’ambiente e alla lotta contro l’inquinamento. Ma prende piede anche l’ipotesi di riduzioni progressive degli sgravi fiscali per i contribuenti con redditi più alti, con una soglia fissata a 100 mila euro. A tal fine sarebbero coinvolte tutte le detrazioni Irpef, dalle spese sanitarie alle ristrutturazioni edilizie, con esclusione dei tassi sui mutui. Complessivamente si recupererebbero circa 1,5 miliardi di euro.

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