Malattia depressiva e invalidità, esonero visita fiscale, quale patologia rientra?

Malattia depressiva e invalidità, quando è possibile l'esonero visita fiscale? Analizzeremo cosa prevede la normativa e quando il medico può inserire sul certificato l'esonero.

di Angelina Tortora, pubblicato il
assegno invalidità, NASPI e compatibilità

Malattia depressiva ed esonero visita fiscale, analizzeremo cosa prevede la normativa e quando il medico può inserire sul certificato l’esonero.

Ricordiamo che non tutte le malattie possono essere oggetto di esonero, e inoltre la malattia dev’essere documentata. In riferimento alla malattia depressiva è intervenuta in merito anche la Corte di Cassazione con una sentenza che ha ribaltato la normativa che non prevedeva l’esonero per alcune patologie depressive.

Reperibilità e malattia, le sentenze della Corte di Cassazione

Con la sentenza numero 6375 la Corte di Cassazione ha portato una grande novità nel mondo del lavoro e della malattia: il lavoratore in malattia, secondo la sentenza, può uscire di casa anche durante le fasce di reperibilità, se così prescritto o consigliato dal medico curante. L’importante è che il dipendente possa dimostrare di non svolgere, nel periodo di malattia, altri lavori.

Con questa sentenza, tra l’altro, si mette fine anche alle vessazioni nei confronti di quei lavoratori che non presentano patologie che li obblighino a casa come nel caso della depressione.

Un’altra sentenza della Corte di Cassazione, la numero 21621, nello specifico, tratta proprio degli stati depressivi dei lavoratori in malattia. La Cassazione nella sentenza scrive che “in casi simili, per giustificare l’obbligo di reperibilità in determinati orari, non è richiesta l’assoluta indifferibilità della prestazione sanitaria da effettuare, ma è sufficiente un serio e fondato motivo che giustifichi l’allontanamento dal proprio domicilio”.

Se il medico prescrive al paziente svago e divertimento quest’ultimo, quindi, in caso di depressione, può anche recarsi al mare poiché per superare la patologia depressiva lo stare in casa non è consigliato.

Patologie incluse dall’Inps con esonero della visita fiscale

L’INPS con il messaggio n. 4752 del 13.07.2015 ha dettato le istruzioni operative e le nuove funzionalità a disposizione dei medici delle strutture territoriali, sulla gestione della certificazione di malattia. Analizzeremo nello specifico il codice di esclusione “E”. Il messaggio riporta le seguenti istruzioni:

Istituzione del codice di esclusione “E” dalle visite mediche di controllo richieste d’ufficio

Mediante l’utilizzo di tale codice, il medico dell’Istituto, durante l’analisi del certificato, ha l’opportunità – da esercitare secondo ponderato discernimento clinico e medico legale – di escludere uno specifico certificato dal flusso dell’applicativo Data mining qualora la diagnosi evidenzi una condizione di gravità tale che sconsigli o addirittura controindichi il controllo domiciliare disposto d’ufficio.

Le condizioni patologiche che dovrebbero rientrare in questa casistica sono a titolo esemplificativo: le oncopatie metastatiche, stati terminali, situazioni post chirurgiche di interventi demolitivi, ecc..

Prima di procedere all’esenzione, è tuttavia opportuno che il medico verifichi la storia certificativa pregressa del lavoratore con particolare riguardo al numero di giorni di malattia già fruiti e al numero di eventi correlati, al fine di assumere decisioni consapevoli e non pregiudizievoli sia per il malato e sia per l’Istituto.

Patologie che possono rientrare nell’esonero della visita fiscale.

Rientrano in tale esonero le patologie gravi che richiedono terapie salvavita, ad esempio: tumori con terapie chemioterapiche o dialisi per il malfunzionamento dei reni, per malattie professionali INAIL e infortunio già accertate dall’amministrazione e comprovate dall’istituto come malattia causa di servizio.

Esonero visita fiscale per stati patologici connessi all’invalidità riconosciuta

Rientrano in questa categoria, tutte le menomazioni congenite o acquisite, anche di carattere progressivo, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionale, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa in misura superiore a 1/3, sordomuti o ciechi
civili ecc.

Dal 13 gennaio 2018, per effetto del decreto Madia, sono state riformate le percentuali di invalidità, la percentuale che ne dà diritto è pari o superiore al 67% sia per i dipendenti pubblici che privati.

L’elenco stati patologici invalidità INPS senza obbligo visite fiscali e dal rispettare le fasce per la visita medica di controllo da parte del datore di lavoro o INPS sono:

  • Sindromi vascolari acute con interessamento sistemico;
  • emorragie severe /infarti d’organo;
  • coagulazione intravascolare disseminata e condizioni di shock – stati vegetativi di qualsiasi etiologia;
  • insufficienza renale acuta;
  • insufficienza respiratoria acuta anche su base infettiva (polmoniti e broncopolmoniti severe, ascesso polmonare, sovrainfezioni di bronchiectasie congenite, fibrosi cistica);
  • insufficienza miocardica acuta su base elettrica (gravi aritmie acute);
  • ischemica (infarto acuto), meccanica (defaillance acuta di pompa) e versamenti pericardici;
  • cirrosi epatica nelle fasi di scompenso acuto;
  • gravi infezioni sistemiche fra cui aids conclamato;
  • intossicazioni acute ad interessamento sistemico anche di natura;
  • professionale o infortunistica non Inail (arsenico, cianuro, acquaragia, ammoniaca, insetticidi, farmaci, monossido di carbonio, etc.);
  • Ipertensione Liquorale Endocranica Acuta;
  • malattie dismetaboliche in fase di scompenso acuto;
  • malattie psichiatriche in fase di scompenso acuto e/o in tso;
  • neoplasie maligne, in trattamento chirurgico e neoadiuvante chemioterapico antiblastico e/o sue complicanze;
  • trattamento radioterapico;
  • sindrome maligna da neurolettici;
  • trapianti di organi vitali;
  • altre malattie acute con compromissione sistemica (a tipo pancreatite, mediastinite, encefalite, meningite, ect…) per il solo periodo convalescenziale;
  • quadri sindromici a compromissione severa sistemica secondari a terapie o trattamenti diversi (a tipo trattamento interferonico, trasfusionale).

Chiarimenti Inps con la circolare 95/2016

Con la Circolare INPS 7 giugno 2016, n. 95 si forniscono indirizzi operativi in merito alle esenzioni dalla reperibilità dei lavoratori del settore privato. La Circolare chiarisce quanto previsto dal Decreto Ministero Lavoro e Politiche Sociali 11 gennaio 2016, emanato in ottemperanza di quanto previsto dall’art. 25 Decreto Legge n. 151/2015, che prevedeva che i motivi di esenzione dalle visite fiscali per i dipendenti delle aziende private dovessero essere stabiliti con apposito Decreto.

Nella Circolare INPS n. 95/2016, al punto 3, si chiarisce che l’Istituto ha il potere-dovere di accertare e che, quindi, pur nel caso in cui il lavoratore sia esentato dall’onere della reperibilità alla visita del medico di controllo, rimane la possibilità per INPS di effettuare controlli sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione e sulla congruità della prognosi.
Inoltre, il datore di lavoro può, pur nella situazione di esenzione dalla reperibilità, segnalare alla struttura INPS territorialmente competente, situazioni o casi per i quali si ravvisi la necessità di effettuare verifiche.

Relativamente al certificato, il medico generico nella compilazione del certificato di malattia elettronico dovrebbe poter  barrare la casella “terapie salvavita” ovvero “invalidità”, proprio ai fini della esenzione dalla reperibilità. Infatti, il Decreto Ministeriale stabilisce che il lavoratore dipendente da aziende private può essere esonerato dalle visite fiscali, quando l’assenza è causata e riconducibile ad una delle seguenti circostanze:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita
  • stati  patologici sottesi  o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta con riduzione della  capacità  lavorativa, nella  misura pari o superiore al 67 per cento.

Le patologie gravi che richiedono terapie salvavita devono risultare da idonea documentazione,   rilasciata  dalle  competenti  strutture sanitarie, che attesti la  natura  della  patologia  e la specifica terapia salvavita da effettuare.

Statuto dei lavoratori art. 5 legge 300/1970

L’art. 5 Legge n. 300/1970 Statuto dei Lavoratori stabilisce che il datore di lavoro ha facoltà di far controllare il lavoratore in malattia. Soltanto attraverso i servizi ispettivi degli Istituti previdenziali competenti. Le verifiche da parte del datore di lavoro differiscono a seconda che il lavoratore sia dipendente pubblico o privato.
Il lavoratore del settore privato ha obbligo di reperibilità tutti i giorni, 7 giorni su 7, inclusa la domenica, il fine settimana, i festivi, i prefestivi e, quindi, se il certificato di malattia li comprende, anche durante i giorni non lavorativi.
Le fasce di reperibilità, nelle quali il lavoratore dipendente malato deve essere reperibile presso il proprio domicilio, o presso il domicilio temporaneo indicato nel certificato medico.

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Argomenti: News lavoro, Malattia Inail, Visite Fiscali