Maggiorazione Tares 2014, bollettini in ritardo? Nessuna sanzione

A chiarire che non si pagheranno nè sanzioni nè interessi se si paga tardi la maggiorazione tares per invio tardivo dei bollettini, il Ministero dell'economia

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A chiarire che non si pagheranno nè sanzioni nè interessi se si paga tardi la maggiorazione tares per invio tardivo dei bollettini, il Ministero dell'economia

Versamento della maggiorazione Tares in ritardo per colpa dell’invio dei bollettini precompilati da parte dei comuni, senza sanzioni né interessi di mora.

Maggiorazione Tares 2014 in scadenza

In vista della scadenza del versamento della maggiorazione Tares il prossimo 24 gennaio 2014, il ministero dell’economia e delle finanze fornisce una serie di chiarimenti in merito alla corretta applicazione sia della mini IMU che della maggiorazione TARES.

Maggiorazione Tares: bollettini in ritardo? Niente sanzioni

Proprio per quanto riguarda la maggiorazione Tares di 30 centesimi a metro quadro, riservata interamente allo Stato, la domanda più frequente riguarda il comportamento che deve adottare il contribuente nel caso in cui non riceva in tempo utile il bollettino di conto corrente postale o il modello F24 entro il prossimo 24 gennaio. Il Ministero dell’economia risponde ricordando che l’articolo  5, comma 4, del D. L. n. 102 del 2013, stabilisce che sia il comune a predisporre e inviare ai contribuenti il modello di pagamento della TARES e della maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato, riservata allo Stato. Nel caso in cui il comune non abbia inviato tali modelli di pagamento in tempo utile, una situazione molto frequente, il contribuente che versa in ritardo non è soggetto a sanzione, poiché lo stesso art. 5 al comma 4-bis prevede che nel caso in cui il versamento del tributo relativo all’anno 2013 risulti insufficiente, non si applicano le sanzioni qualora il comune non abbia provveduto all’invio ai contribuenti dei modelli di pagamento precompilati. In ogni caso l’art. 10 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212 del 2000) prevede al comma 2 che “Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa”.

 

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