Maggiorazione contributiva invalidi: se ne beneficia con la pensione di vecchiaia?

Perché la maggiorazione contributiva per gli invalidi è inutile per la pensione di vecchiaia?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
assegno invalidità, NASPI e compatibilità

Buongiorno, vado al sodo: ho 64 anni ad agosto, donna, lavoro come impiegata all’ ASL dal 1/1/1980.

Dal novembre 2013 sono invalida all’ 80%.
So che andando in pensione di vecchiaia (ad oggi, andrò con 67 anni e 3 mesi -7 novembre 2021) non potrò beneficiare dei 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro dal 2013. È ingiusto ma…tant’è. 
Se passasse la famosa quota 41 per la pensione di anzianità, secondo Lei, potrei , invece,  beneficiarne?
La maggiorazione contributiva, riconosciuta agli invalidi con percentuale superiore al 74%, essendo un riconoscimento di contribuzione figurativa di 2 mesi ogni anno effettivamente lavorato con invalidità utile solo per il diritto alla pensione e per l’ anzianità contributiva, fino a un massimo di 5 anni di contribuzione, ai fini della pensione di vecchiaia, nel suo caso, non ha un peso, poiché già è in possesso dei 20 anni di contributi necessari per l’accesso.
I contributi figurativi della maggiorazione, infatti, non cambiano l’importo della pensione ma servono soltanto ad anticipare l’accesso alla prestazione in caso di pensioni anticipate riducendo gli anni di contributi necessari.

Nel caso della quota 41 in esame al governo, quindi, dovrebbero essere utili poiché si parla di una riduzione di anni di contributi necessari all’accesso alla prestazione.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

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Argomenti: News pensioni, Pensione Invalidi

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