Lotteria degli scontrini: adeguato solo un registratore di cassa su tre, rinviare la partenza

A causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese, molte attività non hanno ancora potuto completare gli investimenti necessari a partecipare alla Lotteria degli scontrini.

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A causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese, molte attività non hanno ancora potuto completare gli investimenti necessari a partecipare alla Lotteria degli scontrini.

Attualmente, solo un registratore di cassa su tre è attrezzato per partecipare alla lotteria dello scontrino. Partire già a gennaio vorrebbe dunque dire escludere migliaia di attività del commercio, della ristorazione e dei servizi che, anche per l’emergenza Covid, non hanno avuto la possibilità di rinnovare il registratore di cassa o procedere all’adeguamento del vecchio.

È quanto afferma Confesercenti con una nota del 1° dicembre 2020.

Lotteria degli scontrini, molte attività non hanno completato gli investimenti necessari

Solo un registratore di cassa su tre è attrezzato per partecipare alla lotteria degli scontrini.

A causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese, molte attività non hanno ancora potuto completare gli investimenti necessari a partecipare alla Lotteria dello Scontrino.

L’adeguamento dei nuovi registratori di cassa costerà alle imprese circa 400 milioni di euro, una cifra difficile da sostenere in questo momento.

Per questo motivo, confesseresti, chiede un rinvio della lotteria degli scontrini. Non farlo “vorrebbe dire escludere dalle vincite migliaia di consumatori e piccoli esercenti”.

Cashback e Supercashback

Allo stesso modo, spiega Confesercenti, bisogna ripensare anche il cashback.

Lo strumento non è di facile comprensione e rischia di essere utilizzato solo dagli utenti più smart.

“Allo stesso tempo le infrastrutture per rendere più agevoli i pagamenti elettronici, a partire da banda larga e terminali per pagamenti contactless sono ancora insufficienti. Così si rischia l’insuccesso dell’iniziativa: forse sarebbe stato meglio prima investire in un’accelerazione del processo di modernizzazione del sistema del commercio, per rendere il cashback più efficace”.

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