Lotta all’evasione: sequestrabili anche i beni intestati a moglie e figli

Intestare la casa o l’automobile a moglie e figli non servirà a farla franca col fisco. Basta che il contribuente resti nella disponibilità dei beni perché scatti il sequestro.

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Intestare la casa o l’automobile a moglie e figli non servirà a farla franca col fisco. Basta che il contribuente resti nella disponibilità dei beni perché scatti il sequestro.

Tempi duri per gli evasori in Italia. Nell’ambito di accertamenti e sequestro di beni da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Guarda di Finanza, la misura cautelare può essere estesa anche al coniuge e ai figli se vi sono reali presupposti e indizi che ne fanno presupporre la disponibilità

Casa, auto, conti correnti, depositi potranno quindi essere sequestrati alla moglie, anche in regime di separazione, qualora emergano chiari indizi per i quali il fisco sospetti che il contribuente si sia spogliato di beni per evitarne l’aggressione.

A confermarlo è la Corte di Cassazione in una recente sentenza, la numero 554 del 10 gennaio 2020, esaminando il caso relativo al sequestro sulla casa familiare e l’auto di lusso di una donna separata ma il cui stipendio non le avrebbe permesso un tenore di vita così alto.

Casa e auto sequestrabili anche se intestati alla moglie

Si conferma così la linea dura del fisco sulle finte intestazioni di beni per sottrarsi al fisco. A nulla valgono più le devoluzioni e donazioni di case, auto o somme di denaro a familiari se il contribuente rimane nella piena disponibilità di essi e qualora il ricevente non sia in grado di mantenerli. Per i giudici della suprema corte ogni passaggio è del tutto vano e i sequestri di beni mobili o immobili intestati alla mogli o ai figli saranno sempre leciti. Il caso specifico esaminato dalla Corte di Cassazione riguarda una 48 enne di Bergamo alla quale, dopo l’inchiesta per indebita compensazione di imposte a carico dell’ex marito, erano state sequestrate Bmw e casa familiare. Lei si era da subito difesa sostenendo che l’acquisto dell’immobile era avvenuto con un mutuo e che ormai era separata da anni. A queste obiezioni le autorità avevano risposto che la casa dove il marito sosteneva di essere residente era, di fatto, abbandonata. Non solo. La signora dichiarava poco più di 13 mila euro all’anno e di sicuro non avrebbe potuto permettersi l’acquisto di un appartamento così grande.

Tempi duri per i nullatenenti

Quindi, essere nullatenenti non basta più per eludere il fisco. Se il fisco ravvisa, risalendo nel tempo ai vari passaggi di proprietà, che il contribuente moroso ha cercato di liberarsi dei propri beni per evitarne il sequestro, si potrà rivalere su chi li ha ricevuti. E’ anche importante, però, dimostrare che la disponibilità rimanga nelle mani del contribuente debitore e cioè che ne faccia utilizzo. A tal fine se la moglie o i figli non sono in grado di mantenerli o di dimostrare il contrario, a maggior ragione il fisco glieli potrà sequestrare. Oggi, a differenza che in passato, poi, l’Agenzia delle Entrate dispone di strumenti e informazioni tali da poter ricostruire tutta la vita fiscale e contributiva di un sospetto evasore, al punto che non sfugge più niente ai fini delle indagini per il recupero di somme evase.

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