Lotta all’evasione fiscale: addio privacy sui movimenti bancari

L'agenzia delle Entrate ha ottenuto dal Garante della Privacy il benestare per la comunicazione dei dati bancari

di Roberto Franchini, pubblicato il
L'agenzia delle Entrate ha ottenuto dal Garante della Privacy il benestare per la comunicazione dei dati bancari

L ‘esigenza di disporre delle informazioni necessarie per l’azione di contrasto all’evasione fiscale come da decreto legge 201/2011 (il cosiddetto decreto salva Italia) porta le banche a dover comunicare alla Agenzia delle Entrate le informazioni relative ai conti correnti bancari. Nello specifico, il saldo iniziale e finale, e gli importi totali degli accrediti e degli addebiti delle tipologie di operazioni effettuate. Su questa attuazione, l’Agenzia delle Entrate ha  incassato anche  il parere favorevole del Garante della Privacy. Con il suo  parere favorevole, e ferma restando l’adozione delle misure di sicurezza indicate, il Garante ha dato così via libera alla piena e completa attuazione del decreto “Salva Italia” nella parte specifica in cui vengono incrementati i flussi di dati sensibili dei cittadini a disposizione dell’Agenzia delle entrate per la lotta all’evasione fiscale.

In particolare il decreto legge 201/2011 predispone che gli operatori finanziari debbano inviare le informazioni attraverso il servizio telematico Entratel a partire dal 31 ottobre 2012. Le informazioni sui conti correnti dei cittadini saranno inerenti ai flussi del 2011. L’Agenzia delle Entrate custodirà i dati per cinque anni.

 

Dati conti correnti: misure di sicurezza adottate dall’Agenzia delle Entrate 

L’ingente flusso di dati e la loro concentrazione presso un unico soggetto rende indispensabili misure di sicurezza di natura tecnica ed organizzativa particolarmente rigorose, sia per la trasmissione dei dati che per la loro conservazione.  Sia l’Agenzia delle Entrate che gli operatori finanziari e le banche dovranno attuare accuratissime misure tecniche e procedure per la sicurezza del trasferimento e della conservazione dei dati

L’Agenzia delle Entrate dovrà integrare lo schema con una dettagliata serie di misure di sicurezza.

Banche ed operatori finanziari dovranno premunirsi di:

  • meccanismi di cifratura durante tutti i passaggi interni;
  • limitare l’accesso ai file ad un numero ristretto di incaricati;
  • aggiornare costantemente i sistemi operativi e i software antivirus, antintrusione ed i firewall;
  • la conservazione dei dati dovrà avvenire solo in forma crittografata.

L’Agenzia delle Entrate dovrà invece predisporre canali telematici adeguati alla comunicazioni di un elevato flusso di dati, privilegiando l’interconnessione diretta con i sistemi informativi di banche e istituti finanziari, preoccupandosi di fornire agli operatori finanziari indicazioni e linee guida per la predisposizione dei file da inviare. Inoltre devono essere specificati i tempi di conservazione dei dati presso l’Anagrafe tributaria; una volta che i termini risultino scaduti, si dovrà procedere alla cancellazione automatica di ogni dato.

Il Garante della Privacy su tali operazioni si è riservato di effettuare una verifica preliminare oltre che discutere con il Direttore dell’Agenzia delle entrate i criteri e i di dati che saranno usati per l’elaborazione delle liste di contribuenti a maggior rischio di evasione.

 

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Argomenti: Evasione fiscale