Lotta a evasione fiscale, l’Italia ha le armi spuntate

Tanto fumo e poco arrosto nella lotta all’evasione fiscale. Eppure l’amministrazione dispone di mezzi di contrasto potenti.

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La lotta all’evasione fiscale è ormai diventata uno slogan di routine. Se ne parla da anni, ma in concreto quanto si recupera è solo una goccia nel mare della mole di tasse sottratte all’erario. L’Italia conserva quindi saldamente il primato europeo con oltre 110 miliardi di euro evasi all’anno.

Eppure i mezzi per contrastare l’evasione fiscale ci sono. Il problema, però, è metterli in pratica e farli funzionare correttamente. Il meccanismo burocratico che sta alla base dei controlli ani evasione è infatti lento e farraginoso. Consente quindi a chi evade di organizzarsi per non farsi beccare.

Evasione fiscale con le armi spuntate

L’amministrazione finanziaria dispone oggi di una miriade di strumenti per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale. Manca però una struttura di coordinamento, una strategia che faccia leva sulle moderne tecnologie informatiche.

Le indagini finanziarie sono spesso affidate a uffici diversi, non sempre coordinati fra loro e l’incrocio delle diverse banche dati richiede ancora troppo tempo, così come le autorizzazione che a volte devono essere vagliate da organi superiori (magistratura, autority).

Quando poi si arriva all’accertamento, succede spesso che l’evasore abbia fatto sparire i bene che potrebbero essere confiscati o sequestrati. Questo perché chi evade il fisco sa già che dovrà far sparire tutto prima del tempo. Mentre chi incappa inesorabilmente nelle grinfie della Guardia di Finanza, spesso, è il piccolo contribuente che, per necessità o per errore, non paga le tasse.

I dati della Guardia di Finanza

Questo è, in sintesi, il quadro della evasione fiscale in Italia. Un dato che emerge anche dai dati sull’attività svolta dalla Guardia di Finanza nel 2020 e dal rendiconto generale dello Stato analizzato dalla Corte dei Conti.

Più nel dettaglio, lo scorso anno la Guardia di finanza ha scoperto 3.546 evasori totali. Imprenditori e lavoratori autonomi che spesso operavano illegalmente attraverso piattaforme di commercio elettronico. Scoperti anche 19.209 lavoratori in nero o irregolari, soprattutto al Sud.

Ma è dall’evasione fiscale all’Iva che lo Stato perde di più. Le numerosi indagini di polizia tributaria hanno portato al sequestro di beni per oltre 800 milioni di euro e alla denuncia di oltre 10.000 persone, di cui 308 arrestate per commissione di reati fiscali.

Complessivamente la Guardia di Finanza ha effettuato nel 2020 800 mila interventi ispettivi, una media di 2.190 al giorno, e 47.560 indagini per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica e organizzata.

Mercato dei capitali

Per quanto riguarda la lotta al riciclaggio di denaro, sono stati sequestrati beni per 525 milioni di euro a seguito di 962 accertamenti. Denunciate anche 2.300 persone, di cui 278 arrestate per un valore di riciclaggio di denaro pari a 1,9 miliardi di euro.

Particolarmente attiva anche l’evasione fiscale legata all’esportazione di valuta oltre confine. Sono stati eseguiti ai confini terrestri e marittimi 11.469 controlli volti a verificare il rispetto delle norme sulla circolazione di denaro.

Scoperte movimentazioni illecite per oltre 517 milioni di euro e l’accertamento di 3.339 violazioni. L’attività di accertamento e controllo ha riguardato e interessa sempre più anche gli uffici di money transfer i cui trasferimenti di denaro verso Paesi esterni alla Ue nascondo finanziamenti al terrorismo.

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