Lockdown: per Unimpresa costa al fisco 56 miliardi e non è ancora finita

Buco nei conti pubblici da 56 miliardi con il lockdown. Per Unimpresa il contraccolpo si farà sentire su gettito Iva e imposte dirette.

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Buco nei conti pubblici da 56 miliardi con il lockdown. Per Unimpresa il contraccolpo si farà sentire su gettito Iva e imposte dirette.

Effetto lockdown sull’economia e buco nei conti pubblici italiani di oltre 56 miliardi di euro. Quest’anno nelle casse dello Stato dovrebbero arrivare 785 miliardi, con un crollo del 6,7%, rispetto agli 849 miliardi del 2019.

Con il Paese fermo, a causa dell’emergenza Covid-19, a farne le spese sono soprattutto i consumi. Non a caso, il gettito legato all’Iva (la tassa sugli acquisti) dovrebbe scendere di oltre 10 miliardi. Mentre le imposte dirette (tra cui quelle sui redditi da lavoro e societari) dovrebbero scendere di 41,7 miliardi, da 516 miliardi a 474 miliardi con una riduzione dell’8%.

Crollo gettito Iva e imposte dirette

Sono questi i dati principali di una analisi del Centro studi di Unimpresa sull’impatto del lockdown sulle finanze dello Stato, secondo la quale la pressione fiscale, nonostante i minori versamenti tributari, salirà dal 42,4% del 2019 al 42,5% quest’anno.

L’emergenza sanitaria, che ha cagionato una drammatica crisi economica, di cui non si conoscono ancora a fondo i confini, è stata gestita nel peggiore dei modi dal governo. Tutti gli interventi normativi e le decisioni assunte, sia dal premier che dai singoli ministri, sono stati improntati all’approssimazione e all’improvvisazione”

commenta il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro.

“Di questa incapacità gestionale ne faranno le spese tutti i cittadini e le imprese, sia direttamente che indirettamente, a causa degli effetti negativi sulle finanze dello Stato” aggiunge Lauro.

Buco da 56 miliardi per lo Stato a causa del lockdown

Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato i dati contenuti nell’ultima Nota di aggiornamento della Documento di economia e finanza, dal 2019 al 2020, a causa del lockdown e del conseguente blocco delle attività economiche, le casse dello Stato subiranno un contraccolpo non indifferente.

Il minor gettito stimato è pari, appunto, a 56,2 miliardi di euro, con il totale delle entrate in calo da 841,9 miliardi a 785,7 miliardi (-6,7%). Nel dettaglio, le entrate tributarie dovrebbero calare, alla fine di quest’anno, rispetto al 2019, da 516,6 miliardi a 474,9 miliardi, con una diminuzione di 41,7 miliardi (-8,1%). Le imposte dirette (tra cui Irpef, Ires e Irap) dovrebbero scendere di 12,03 miliardi (-4,7%) da 257,2 miliardi a 245,2 miliardi. Le imposte indirette (la principale è l’Iva) caleranno di 29,5 miliardi (-11,5%) da 258,1 a 228,5 miliardi; diminuzione di 117 milioni (-9,5%) per le imposte in conto capitale, da 1,2 miliardi a 1,1 miliardi.

Entrate tributarie in forte calo nel 2020

Calo complessivo di 17,01 miliardi (-7,0%), da 241,9 miliardi a 224,9 miliardi, per i contributi sociali. Quelli effettivi dovrebbero scendere di 17,1 miliardi (-7,2%), mentre quelli figurativi dovrebbero aumentare di 130 milioni (+3,1%), da 4,2 miliardi a 4,3 miliardi.

È poi previsto un calo di 1,4 miliardi (-1,8%) per le altre entrate correnti, da 80,6 miliardi a 79,1 miliardi, mentre le entrate non tributarie dovrebbero crescere di 3,9 miliardi (+143,9%), da 2,7 a 6,6 miliardi.

La riduzione delle tasse versate nelle casse dello Stato dai contribuenti, sia imprese che famiglie, sarà accompagnata da una discesa del prodotto interno lordo. Ma non si tratta di diminuzione proporzionali, ragion per cui la pressione fiscale salirà dal 42,4% del 2019 al 42,5% del 2020.

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