Lockdown: 4 cittadini su 5 ritengono giuste le restrizioni

Piena fiducia dei cittadini nei lockdown e misure restrittive del governo. Cauto ottimismo per uscita da pandemia.

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Piena fiducia dei cittadini nei lockdown e misure restrittive del governo. Cauto ottimismo per uscita da pandemia.

Quattro cittadini su cinque ritengono giusti i lockdown. Le proteste dei commercianti e ristoratori e baristi non troveranno quindi alcuna sponda di appoggio fra la popolazione che reputa corrette le decisioni del governo.

Analogamente a quanto rilevato durante lo scorso anno sui lockdown, quattro cittadini su cinque (80,2%) continuano a ritenere utili le misure adottate dal governo. Anche le informazioni ricevute sono giudicate chiare e i comportamenti da adottare utili e corretti nel 82,8 per cento dei casi.

Ampio consenso sui lockdown

E’ quanto rileva l’Istat, spiegando che non si osservano variazioni significative in base alle caratteristiche socio demografiche, né sul territorio. Queste percentuali, per quanto molto elevate, sono comunque un po’ più basse di quelle registrate in pieno lockdown.

Probabilmente – spiega l’Istat – il sistema dei colori e la conseguente differenziazione dei comportamenti da tenere sui territori può avere generato qualche incertezza. Diversamente da quanto accaduto durante il primo lockdown in cui le regole erano particolarmente stringenti e soprattutto uguali su tutto il territorio nazionale.

Fiducia nelle istituzioni

La fiducia nella istituzioni non è mai venuta meno, contrariamente a quanto si possa immaginare durante i lockdown. Anche durante la seconda ondata pandemica, nonostante gli sforzi del sistema sanitario e i sacrifici chiesti alla popolazione.

Utilizzando un punteggio da 0 a 10 dove 0 significa assenza di fiducia e 10 fiducia totale – spiega l’Istat – si evidenzia la persistenza dei valori elevati di fiducia già registrati in corso di lockdown che, come allora, sono trasversali alle varie fasce di popolazione.

Se si considerano i tre valori più elevati della scala, cioè i punteggi da 8 a 10, esprimono fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale. Sia con riferimento al personale medico sia a quello paramedico, e nella Protezione civile rispettivamente il 74,7%, il 75% e il 69,6% della popolazione.

Circa quattro cittadini su dieci esprimono fiducia totale, riconoscendo a tali istituzioni il massimo punteggio attribuibile (10).

Lockdown e punteggi

Pur trattandosi di livelli di fiducia elevatissimi, si registra un calo di più di 10 punti percentuali rispetto ai valori di circa il 90% rilevati ad aprile 2020, in pieno lockdown. Questa riduzione è, in parte, effetto di uno spostamento verso giudizi comunque positivi ma più mitigati e, in parte, del raddoppio dal 4,1% al 9,2% di quanti esprimono un giudizio negativo.

I valori medi dei punteggi sulle tre scale confermano il forte sbilanciamento delle distribuzioni verso i valori alti. La fiducia espressa verso il personale medico e paramedico ha un punteggio medio pari a 8,3-8,4, quello nei confronti della Protezione civile arriva a 8,1, senza differenze significative di genere, età o territorio.

Cauto ottimismo

Analogamente a quanto rilevato in pieno lockdown, durante la seconda ondata poco meno di 9 persone su 10 ritengono che la situazione emergenziale sarà superata.

A quasi un anno di distanza dall’inizio della pandemia – rileva l’Istat – è ancora solo il 10,5% della popolazione a essere pienamente ottimista e confidente in una rapida soluzione della pandemia. La posizione che continua a raccogliere un maggior numero di consensi è quella che si potrebbe definire di cauto ottimismo. Visto che il 75,7% dei cittadini ha dichiarato che la situazione si risolverà, ma occorre del tempo.

E’, invece, stabile rispetto ad aprile 2020, la quota di quanti ritengono che il Paese non sia adeguatamente attrezzato per risolvere la situazione (8,8%), mentre il 5% non ha espresso un’opinione in merito. Non emergono significative differenze in base al territorio o alle caratteristiche socio-demografiche.

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