Locale commerciale non accatastabile: spetta il bonus locazione?

L’Agenzia delle Entrate ha risolto il dubbio circa la spettanza o meno del bonus locazione di cui al decreto Rilancio laddove oggetto della locazione sia un immobile non accatastabile o non accatastato

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L’Agenzia delle Entrate ha risolto il dubbio circa la spettanza o meno del bonus locazione di cui al decreto Rilancio laddove oggetto della locazione sia un immobile non accatastabile o non accatastato

È possibile fruire del bonus locazione di cui al decreto Rilancio anche per canoni di locazione pagati per immobili commerciali non accatastabili o non accatastati in quanto di proprietà dello Stato del Vaticano?

Si tratta del dubbio risolto dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 364/E del 16 settembre 2020 emanata a fronte di istanza di interpello con cui una società esponeva il suo caso. In dettaglio, quest’ultima, avente sede legale e operativa in Italia, a causa dell’emergenza da Covid-19, è stata interessata da provvedimenti di chiusura di cui ai vari DPCM emanati nel tempo dal Governo. L’attività era svolta in affitto in un locale extraterritoriale (di proprietà del Vaticano) e, quindi, non accatasto e non accatastabile nel nostro Paese.

La stessa società fa presenta all’Agenzia delle Entrate di avere tutti i requisiti per godere del bonus locazione e, domanda, dunque, se può accedervi nonostante il predetto inquadramento catastale.

Bonus locazione: un quadro di sintesi

A fronte dell’emergenza Covid-19, il legislatore, con l’art. 28 del decreto Rilancio, ha istituito un credito d’imposta calcolato sull’ammontare mensile del canone di locazione (dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno) di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

La misura del bonus locazione è del 60% del canone riferito ai citati mesi è spetta ai predetti soggetti, solo laddove siano rispettate le seguenti condizioni:

  • ricavi e compensi riferiti all’anno 2019 non superiori a 5 milioni di euro;
  • diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Tutti i chiarimenti del caso sono contenuti nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2020.

Bonus locazione: non conta l’inquadramento catastale

Premesso che l’attività svolta dalla società, che ha presentato l’istanza di interpello in commento, rientra tra quelle che possono godere del bonus locazione e premesso che vi siano tutti i requisiti, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che

“un particolare inquadramento immobiliare non è di per sé dirimente ai fini agevolativi, visto che ciò che rileva è la destinazione del bene immobile”.

In altri termini ciò che conta ai fini della spettanza o meno del bonus locazione è la destinazione dell’immobile allo svolgimento dell’attività ed il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla norma agevolativa mentre non conta l’inquadramento immobiliare (quindi, se il locale è accatastato, non accatastabili o non accatastato). Pertanto, la società istante può godere del beneficio fiscale in esame.

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