Livigno: il paradiso fiscale che non tramonta mai

Livigno beneficia di una storica esenzione dal versamento Iva allo Stato. E questo significa affari d'oro per alberghi ma anche per banche

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Livigno beneficia di una storica esenzione dal versamento Iva allo Stato. E questo significa affari d'oro per alberghi ma anche per banche

LIVIGNO NON VERSA L’IVA ALLO STATO ITALIANO: STORIA DI UNA ESENZIONE

Il piccolo comune alpino in provincia di Sondrio, grazie alla zona extradoganale, è diventato il più ricco d’Italia. Da più di 100 anni non si versa l’IVA allo Stato, ma sarebbe ora di cambiare.

 

Nel piccolo comune alpino in provincia di Sondrio dell’aumento dell’IVA al 23% se ne fanno un baffo. Già perché da più di 100 anni, grazie a una vecchia legge reale del 1910, a Livigno l’IVA e altre tasse sui carburanti e i tabacchi non si pagano. La benzina costa infatti il 40% in meno, così come le sigarette e gli alcolici. Un bel risparmio, non c’è che dire. Questa legge fu introdotta nell’ordinamento italiano per agevolare lo sviluppo del piccolo Tibet (così viene chiamato in gergo) che era isolato dal resto del territorio, privo di collegamenti stradali e attività commerciali, sicché l’economia è prevalentemente rurale. Una legge che ha, sì centrato l’obiettivo della monarchia (che nel frattempo era stata abolita), ma che poi ha fatto la fortuna dei residenti al punto che il comune di Livigno è diventato adesso il più ricco d’Italia ed è considerato uno dei paradisi fiscali più anomali d’Europa.

 

DALLE STALLE ALLE STALLE DALLE MUCCHE AGLI HOTEL DI LUSSO

Così, da economia prevalentemente agricola e pastorale, Livigno si è trasformata, grazie alla legge extradoganale sulle attività commerciali, in una località turistica rinomata, fortemente sviluppata con negozi e boutique che non sono seconde alla vicina Saint Moritz. Con bar, ristoranti, gioiellerie, banche, più di 100 chilometri di piste da sci, un impianto termale di ultima generazione, per un giro d’affari di decine di milioni di euro ogni anno, Livigno non è più quella di un secolo fa. Insomma si è passati dalle stalle alle stelle, nel vero senso delle parole e forse, in un momento di crisi generale in cui tutti si è chiamati a fare dei sacrifici, sarebbe bene che ci ripristinasse l’imposta anche per il piccolo Tibet. Ma possibile che nessuno se ne sia ancora accorto? A dire il vero l’ex Ministro dell’Economia Tremonti aveva capito che c’era una anomalia da sistemare in Valtellina, anche a seguito di un servizio realizzato dal “Le Iene” di Mediaset due anni fa, però essendo originario di Sondrio era impensabile che intervenisse direttamente in casa sua. Ma adesso che il ministro dell’economia è cambiato anche i privilegiati residenti di Livigno potrebbero cominciare a preoccuparsi seriamente.

 

LIVIGNO PARADISO FISCALE: AFFARI D’ORO PER ALCUNE BANCHE

Del resto se anche i preti pagheranno l’ICI alla fine dei conti, è giusto che anche i privilegiati di Livigno facciano la loro parte. Il condizionale, tuttavia, resta d’obbligo poiché dietro alle attività commerciali milionarie esenti da imposte da versare allo Stato, si celano interessi enormi, ben consolidati e salvaguardati dalle banche locali, cioè il Credito Valtellinese e la Banca Popolare di Sondrio che solo grazie alle attività all’interno della zona extradoganale fanno affari d’oro. Si tratta di un fiume di denaro che entra ogni anno nelle casse degli esercizi commerciali e degli albergatori i quali, grazie all’esenzione dall’applicazione dell’IVA, vendono la merce e i servizi a un prezzo più basso che sul restante territorio nazionale attirando così più clientela a danno anche della concorrenza presente nelle altre località turistiche della provincia di Sondrio. Agevolazioni che – come riportano le statistiche dell’Agenzia delle Dogane – hanno visto anche svilupparsi il fenomeno del contrabbando, poiché a un non residente è consentito esportare dalla zona franca merce per un controvalore massimo di 300 euro, ma che spesso, volente o nolente, viene superato. Lo si evince dall’ingente quantitativo di merce sequestrata ogni anno ai valichi doganali di Livigno che prontamente viene messa all’asta con grande partecipazione di pubblico.

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Argomenti: Evasione fiscale

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