Liti fiscali: reclamo obbligatorio e mediazione le novità della manovra 2011

Il decreto legge 98 6 luglio 2011 ha introdotto il reclamo e la mediazione per facilitare l'iter burocratico delle commissioni tributarie

di Roberto Franchini, pubblicato il
Il decreto legge 98 6 luglio 2011 ha introdotto il reclamo e la mediazione per facilitare l'iter burocratico delle commissioni tributarie

Il contribuente è quello di sinistra.

 Liti fiscali manovra 2011 – Con la recente manovra triennale, il decreto legge 98 2011, il Legislatore vara il cosiddetto “reclamo” per quanto riguarda le liti fiscali di importo non rilevante con l’evidente finalità di facilitare l’iter burocratico delle commissioni tributarie.

Il testo normativo, che nell’immediato non dovrebbe registrare grossi cambiamenti prevede con l’introduzione dell’articolo 17-bis “reclamo e mediazione” nel decreto legislativo n. 546 del 1992 relativamente alle controversie di valore non superiore ai ventimila euro, chi intende fare ricorso è tenuto a presentare reclamo, e allo stesso tempo, l’esclusione per le medesime controversie della conciliazione giudiziale di cui all’articolo 48 del medesimo decreto legislativo.

Gli atti interessati sono quelli emessi dall’agenzia delle entrate fatta eccezione per quelli aventi per oggetto gli aiuti di Stato non superiori a ventimila.

Liti fiscali passaggio obbligatorio

Le condizioni per il passaggio obbligatorio sono le seguenti:

  • Gli atti suscettibili di reclamo devono essere notificati a decorrere dal primo aprile 2012
  • L’entità della lite deve essere di importo non superiore ai ventimila euro, si intendono le sole maggiori imposte contestate con l’atto impositivo e quindi al netto di interessi e sanzioni.
  • L’atto impositivo deve essere emesso dall’agenzia delle entrate e non da altri enti o amministrazioni

E’ logico pensare che con l’andare del tempo l’istituto del reclamo sarà progressivamente esteso a qualsiasi ente ed amministrazione impositore e con molta probabilità ne verrà anche elevata la soglia.

Reclamo liti fiscali: a chi va presentato

Reclamo obbligatorio – Il reclamo va presentato alla direzione provinciale o alla direzione regionale dell’ente che ha emanato l’atto, la quale provvederà attraverso apposite strutture diverse ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamati. La norma, infatti, indica degli uffici ad hoc a cui rivolgersi ma che fanno sempre capo all’agenzia delle entrate per la trattazione del reclamo. Tali uffici sono distinti ed autonomi dalle aree di controllo che hanno in precedenza inviato l’atto. Con strutture diverse ed autonome, la norma si riferisce a strutture che possono procedere in completa autonomia rispetto agli uffici accertatori. Lo strumento del reclamo ha la sola funzione di obbligare il contribuente all’anticipazione della difesa per cui le strutture atte a gestire il reclamo, assolveranno la funzione di arbitro che filtreranno le controversie di piccola o media entità con beneficio di team legali che però saranno sgravati dalla predisposizione delle linee difensive degli uffici chiamati in causa dinanzi al giudice tributario. Continuando la lettura della norma si evince che il reclamo dovrà essere sottoscritto e prodotto da un professionista abilitato al patrocino dinanzi alle commissioni tributarie e se la lite supera l’importo previsto per la difesa la struttura stessa del reclamo ed il suo contenuto obbligatorio diventeranno sempre più somigliati a quello di un vero e proprio ricorso.

Reclamo liti fiscali agenzia entrate

Con il reclamo si vuole contestare l’atto impositivo emesso dall’agenzia delle entrate: la norma prevede infatti, che il suo accoglimento e pertanto la sua stessa formulazione, può essere totale o parziale in ragione della lamentata infondatezza o illegittimità. Trascorsi novanta giorni dalla presentazione del reclamo, se non è stato notificato l’accoglimento dello stesso o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo si tramuto , e possiamo dirlo in maniera automatica, in ricorso, o per lo meno si questi sono gli effetti. I termini per la costituzione in giudizio diventano 30 giorni, a carico del contribuente presso la competente commissione tributaria a decorrere dalla fine dei novanta giorni trascorsi dal reclamo.  Da ciò sembra quasi scorgere che il reclamo sarà, con il nuovo procedimento, un atto in due tempi, nel primo di essi ci sarà un confronto/scontro, a cui far seguito, nel secondo tempo, una mediazione.

Mediazione liti fiscali – Ad avvalorare questa tesi c’è il fatto che la norma prevede che l’organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo per l’annullamento totale o parziale dell’oggetto di lite fiscale, possa a sua volta formulare una proposta di mediazione per la quale trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 48 del D. Lgs. N. 546. Se però le parti non trovano in alcun modo un accordo, non sarà più possibile mediare la controversia tema del reclamo ed in caso di esito negativo del procedimento non sarà in nessun modo applicabile la conciliazione giudiziale, cosa che è invece sempre possibile, se le parti definiscono e risolvono la loro lite fiscale nell’ambito del procedimento di mediazione. La parte perdente sarà condannata a rimborsare una somma pari al 50% delle stesse a titolo di rimborso delle spese sostenute per il procedimento obbligatorio, ad esse vanno aggiunte le spese di giudizio. Nelle stesse controversie, la commissione tributaria potrà compensare per intero o solo parzialmente le spese sostenute tra le parti, ma ciò può avvenire solo se ricorrono dei giusti motivi indicati esplicitamente nelle motivazioni che hanno indotto la parte sconfitta a dover rifiutare la proposta di mediazione.

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi

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