Liste dell’Agenzia delle entrate per scovare evasori fiscali

Le liste di cui dispone L'Agenzia delle entrate per trovare possibili evasori fiscali sono molte, vediamo nello specifico quali sono e a cosa servono.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Le liste di cui dispone L'Agenzia delle entrate per trovare possibili evasori fiscali sono molte, vediamo nello specifico quali sono e a cosa servono.

Tema dell’evasione sempre in primo piano con l’agenzia delle entrate che affina le armi per tentare di ridurre la cifra “monstre” che ogni anno sfugge alle maglie del fisco. Più di 250 miliardi di euro. Sicuramente una grossa mano alla ricerca degli evasori viene data dalle liste che selezionano i potenziali evasori, che allo stato attuale, risultano essere uno tra gli strumenti più efficaci.

Le “black list” alle quali l’amministrazione può attingere sono 14 e l’ultima nata è quella predisposta dal DL 16 del 2012 entrato in vigore il 2 marzo, la quale prevede un elenco di nominativi di contribuenti che non hanno emesso più volte lo scontrino.
Pertanto rientrare in una di queste liste nere potrebbe comportare un potenziale “interessamento” dell’amministrazione finanziaria, visto che i soggetti, sia che siano persone fisiche che società, rientranti in un elenco sono solo dei potenziali evasori, per i quali è previsto un approfondimento di indagine.

Essere inseriti in un elenco di potenziali evasori non è molto difficile: si va dall’acquisto di una autovetture di grossa cilindrata o di una imbarcazione all’intestazione fittizia ad una società di beni che poi vengono usati dai soci ( entro il 2 aprile bisognerà comunicare appunto i beni intestai ad un’azienda ma concessi ai soci).

Altro campanello d’allarme è quello inerente le false compensazioni dei crediti d’imposta, o, come nel caso più recente, essere stati segnalatii più volte in tema di mancata emissione di scontrini.
Inoltre si è in attesa di quella che dovrebbe essere una delle liste più potenti per l’individuazione di potenziali evasori, cioè la lista dei movimenti sui conti correnti che è stata prevista dal Decreto Salva Italia ( Dl 201 del 2011).

A tali informazioni verranno sommati i dati che sono già in possesso dell’amministrazione finanziaria, come quelli inerenti ai dati identificativi dei titolari dei rapporti di conto corrente oltre alle informazioni di base, come apertura o estinzione del conto corrente.

Pertanto a breve, l’amministrazione finanziaria fornirà in dettaglio le istruzioni per l’invio dei movimenti bancari da parte di istituti di credito ed intermediari abilitati. L’obiettivo è quello di non caricare di costi eccessivi gli intermediari finanziari ma anche di assicurare dati facilmente leggibili all’agenzia delle entrate e naturalmente rispettare la privacy del contribuente.

Quindi potrebbe essere deciso di effettuare un invio per macrovoci e con una cadenza trimestrale, o in alternativa si pensa di effettuare un invio annuale anche per agevolare gli operatori finanziari tenendo conto dei nuovi adempimenti previsti come il bollo sul conto corrente, l’imposta sui capitali scudati ed altro.

 

Redditometro 

Altro potente strumento per il contrasto all’evasione è il nuovo redditometro, per il quale si è ancora in attesa del software applicativo. Le liste che verranno compilate consentiranno di approfondire le posizioni per le quali il tenore di vita.

Specifici accertamenti sono invece previsti per i contribuenti soggetti agli studi di settore.

Il decreto Salva Italia, infatti, prevede da un alto un regime premiale per i soggetti che forniscono i propri dati all’amministrazione finanziaria, e dall’altro un inasprimento delle sanzioni per chi invece non si attiene alle disposizioni.

 

Vediamo quindi nel dettaglio le liste utilizzate da parte dell’amministrazione finanziaria al fine di scovare potenziali fenomeni evasivi.

LISTA AU

E’ una lista compilata grazie ai dati comunicati dal Pra, contenenti i nomi dei contribuenti che hanno acquistato o immatricolato un autovettura di potenza fiscale uguale o superiore ai 21 cavalli fiscali e, per i quali il reddito ricostruito relativo all’anno di immatricolazione ed a quello dell’anno recedente risulta superiore di almeno il 25 % rispetto al reddito dichiarato.

INCENTIVI FISCALI

Vengono controllati i beneficiari di particolari agevolazioni fiscali come ad esempio chi fruisce della detrazione del 33 o del 55 per cento ai fini fiscali o anche le aziende che emettono fatture per i lavori oggetto dell’agevolazione. Il controllo è possibile grazie alla ritenuta, introdotta dal 2010, sui compensi ( attualmente tale ritenuta è pari al 10 %).

INTESTAZIONI FITTIZIE

Il Dl 138 del 2011 ha realizzato un giro di vite in materia di intestazione fittizia dei beni  alle società. Pertanto entro il 2 aprile occorrerà comunicare i dati al fisco sui beni concessi nel 2011. Lo scopo è contrastare i fenomeni di intestazioni di beni alle società che vengono in realtà utilizzati e goduti dai soci.

PAESI A FISCALITA’ PRIVILEGIATA

Attraverso le comunicazioni  inerenti i rapporti intrattenuti con paesi a fiscalità agevolata, il fisco può risalire a quelle società che realizzano operazioni economiche con stati inseriti in Black list, al solo fine di ottenere risparmi di imposta. In base al Dl 16 del 2012 tali tipo di operazioni acquistano rilevanza solo se sono di ammontare superiore ai 500 euro.

COMPENSAZIONI

In questo caso l’Agenzia delle entrate predispone una lista di soggetti che hanno realizzato compensazioni di crediti fiscali senza averne diritto. Ricordiamo che per tali tipi di irregolarità il legislatore ha predisposto un inasprimento delle sanzioni, le quali possono arrivare anche al 200 per cento di quanto indebitamente compensato.

LISTA INTEGRATIVA

Tale tipo di lista contiene i nominativi di quelle persone che, grazie a questionari inviati ai terzi o ad operazioni di controllo del territorio, si è scoperto essere in possesso di cavalli da corsa, immobili, auto o motocicli di grossa cilindrata, imbarcazioni da diporto e uso di beni di lusso in leasing.

OPERAZIONI COMUNITARIE

Attraverso l’analisi delle operazioni comunitarie fatte ( cessioni di beni e prestazioni di servizi) possono essere create liste  selettive per tipologia ed ammontare delle varie operazioni realizzate con altri Stati europei.

LISTE T

In questo caso la lista comprende i nominativi di contribuenti che, in base all’analisi degli incrementi patrimoniali fatti registrare negli ultimi anni, hanno scostamenti di reddito di almeno il 25 per cento rispetto al reddito dichiarato. Gli incrementi patrimoniali sono determinati attraverso la verifica degli atti registrati.

STUDI DI SETTORE

Sono delle liste in cui compaiono i contribuenti che presentano un reddito dichiarato discordante da quanto ricostruito attraverso gli studi di settore ( e quindi non coerenti e non congrui).

LISTA SCONTRINI NON EMESSI

La lista rappresenta una novità introdotta dal Dl 16 del 2012, ed è formata dai contribuenti che sono stati ripetutamente segnalati, in forma non anonima, per la mancata emissione dello scontrino fiscale.

RESIDENTI ALL’ESTERO

Grazie alla collaborazione con i comuni l’amministrazione finanziaria ha ora a disposizione l’elenco dei cittadini che cambiano la propria residenza per iscriversi all’Aire ( anagrafe italiani residenti all’estero). Tale tipo di lista è stata utilizzata, ad esempio, quando molti contribuenti hanno utilizzato lo scudo fiscale per far rientrare importi dall’estero.

SPESOMETRO

Uno degli strumenti più potenti, visto che permette la redazione di elenchi in grado di ricostruire le spese effettuate da un soggetto in un arco temporale. Infatti all’amministrazione finanziaria pervengono tutte le comunicazioni inerenti le operazioni attive e passive per le quali è obbligatoria l’emissione di fattura.

REDDITOMETRO

Il “nuovo” redditometro permetterà di elaborare una lista in cui sono presenti contribuenti persone fisiche che presentano uno scostamento di almeno il 20 per cento, tra quanto dichiarato ed il reddito ricalcolato grazie al redditometro.

 

OPERATORI FINANZIARI

Tale tipo di lista rappresenta una novità, e rende obbligatorio l’invio da parte degli intermediari finanziari delle informazioni sui contribuenti al fine di effettuare i dovuti controlli fiscali. La norma ha validità a partire dal 1° gennaio 2012 e l’agenzia delle entrate, in base a criteri che verranno fissati attraverso un decreto ancora da emanare, elaborerà delle particolari liste selettive.

I PROVVEDIMENTI ATTUATI DALL’ESECUTIVO PER EVITARE PROCEDURE DI INFRAZIONE EUROPEE

Sebbene l’esecutivo sia molto impegnato ad attuare nuove misure in tema fiscale e non, occorre constatare come ogni decisione debba comunque passare la revisione della commissione europea per potersi dire pienamente approvata. Ad esempio sul tema recentemente Bruxelles ha giudicato positivamente lo scudo fiscale visto che non intacca il potere di effettuare accertamenti in materia iva.

Accolta la notizia l’Esecutivo ha subito pronto un nuovo “test”, visto che la commissione europea è ora concentrata sulla regolarità del quadro RW dell’unico, da compilare nel 2009 per facilitare il rimpatrio di attività e ricchezze possedute all’estero, in modo da dribblare il fisco italiano. In particolare si esamina se sia giusto o meno che il fisco italiano applichi una pesante sanzione al contribuente che omette di compilare il quadro Rw, utile al fine di monitorare i beni che il contribuente possiede all’estero.  

Infatti chi “dimentica” di compilare il quadro va incontro ad una sanzione che va dal 10 al 50 per cento dell’omesso valore dichiarato, oltre alla confisca di beni di pari valore.
Il problema è abbastanza serio, tanto che  il Governo italiano pensa di applicare dei correttivi alla norma sin da subito, in modo da evitare sanzioni da parte delle commissioni europee. Infatti sebbene la norma sia già posta sotto controllo da parte dei commissari europei, l’Esecutivo ha la possibilità di apporre alcune modifiche, modifiche che potrebbero essere già inserite all’interno del decreto fiscale appena approvato.
Anche per quanto riguarda le recenti modifiche in tema di liberalizzazioni, l’Esecutivo è stato costretto a modificare alcune scelte operate dal legislatore al fine di non incappare nelle censure comunitarie. Ad esempio occorrerà attenersi a quanto disposto a livello europeo in materia di pagamento dell’Imu e di esenzione dall’imposta da parte di Chiesa ed enti no profit.

Infatti la revisione dell’esenzione per quanto riguarda immobili con finalità commerciale possedute da questi enti, risponde proprio ad alcuni indirizzi pervenuti da Bruxelles.

Altro esempio concreto è l’applicazione della exit tax o tassa di uscita. Nel 2010 la commissione europea ha aperto una procedura di infrazione sul punto perché le plusvalenza non ancora realizzate non erano tassate per operazioni fatte in Italia, mentre rientravano all’interno della base imponibile se realizzate in un diverso paese europeo ( norma che poteva instaurare delle pratiche elusive attraverso la migrazione di residenza).

Il compromesso trovato è quello di sospendere la tassa sino a quando la plusvalenza non sia pienamente realizzata.
Inoltre si è anche agito preventivamente per quanto riguarda la tassazione delle rendite finanziarie per non incorrere in sanzioni come già successo nel 2004 quando furono mossi rilievi in materia di tassazione dei fondi comunitari.

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Argomenti: Evasione fiscale