Licenziare costa di più al datore di lavoro, le novità INPS

I licenziamenti costeranno di più al datore di lavoro, la normativa cambia nel 2018, tutte le novità.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Licenziamenti

Licenziare il dipendente costa di più al datore di lavoro, è quanto previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), che ha introdotto modifiche alla disciplina del contributo dovuto per le interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nei casi di licenziamenti effettuati nell’ambito di procedure di licenziamento collettivo, e ha disposto che a decorrere dal 1º gennaio 2018 per il datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria, l’aliquota percentuale dovuta è innalzata all’82%.

La stessa legge dispone, inoltre, che i datori di lavoro interessati potranno, per ciascun lavoratore licenziato, anche dopo il 1° gennaio 2018, continuare a versare il contributo per le interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, sempre con l’aliquota percentuale del 41%, a condizione che le relative procedure di licenziamento collettivo siano state avviate entro il 20 ottobre 2017.

Con il messaggio 8 febbraio 2018, n. 594 si definiscono l’ambito di applicazione, la decorrenza e la misura del contributo e si danno istruzioni operative per la compilazione del flusso UNIEMENS.

Messaggio INPS n. 594 del 8 febbraio 2018

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: News lavoro, Licenziamento

I commenti sono chiusi.