Licenziamento per scarso rendimento: quando è possibile licenziare un dipendente pigro?

Quando il datore di lavoro può licenziare un dipendente pigro per scarso rendimento?

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Quando il datore di lavoro può licenziare un dipendente pigro per scarso rendimento?

Se un dipendente non lavora oppure è lento è pigro è possibile il licenziamento per scarso rendimento anche se l’azienda, in questo caso, deve dimostrare che il livello di produttività del dipendente interessato è inferiore a quello medio raggiunto dai colleghi.

In questo modo, quindi, l’azienda può ritenere le prestazioni del dipendente sotto gli standard minimi della produzione procedere al licenziamento per scarso rendimento.

A chiarirlo e ribadirlo è la sentenza numero 18317 del 19 settembre 2016 della Corte di Cassazione affermando che per definire scarsa una prestazione lavorativa sdi deve avere un termine di paragone. Nel caso il termine di paragone non ci sia o non sia possibile dimostrarlo, l’azienda non potrà definire scarsa o insufficiente la produzione di un dipendente.

Secondo la Corte di Cassazione, quindi, per parlare di licenziamento per scarso rendimento in modo legittimo l’azienda deve dimostrare il grado di efficienza o di produzione raggiunto dai colleghi del dipendente che si intende licenziare.

Licenziamento per scarso rendimento: cosa dice la legge?

Nel nostro ordinamento il licenziamento segue sempre a condotte specifiche del dipendente e ad atti singoli e quasi mai alla qualità del lavoro svolto. La qualità del lavoro, tra l’altro, può essere valutata dal datore di lavoro prima dell’assunzione grazie al periodo di prova e il licenziamento per scarso rendimento si potrebbe verificare solo nei casi in cui il dipendente sia pigro e si impegni poco nella produzione. A questo punto, il licenziamento per scarso rendimento potrebbe coincidere con il licenziamento disciplinare giustificato dalla violazione del rispetto del dovere da parte del dipendente.

Anche se ultimamente i giudici hanno ammesso la possibilità di licenziamento per scarso rendimento lo hanno legato ad una serie di vincoli tra i quali ritroviamo, appunto, quello di verifica del rendimento anche se, poi, i contratti nazionali possono determinare il minimo che i dipendenti dovrebbere eseguire.

Secondo la sentenza in oggetto della Corte di Cassazione il datore di lavoro non può soltanto dimostrare il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati ma deve dimostrare che gli inadempimenti del dipendente siano reiterati nel tempo.

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