Licenziamento apprendisti: per giustificato motivo cosa implica?

Il giustificato motivo del licenziamento va provato dal datore di lavoro.

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Il giustificato motivo del licenziamento va provato dal datore di lavoro.

La sentenza 12242 dello scorso 12 giugno della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti in merito al licenziamento per giustificato motivo dei dipendenti prendendo nello specifico il caso che riguarda gli apprendisti.   Il caso in questione riguardava una dipendente addetta al banco vendita in una panetteria assunta con un contratto di apprendistato della durata di 48 mesi licenziata dalla soppressione del suo posto di lavoro a causa di un riassetto non giustificato da motivi di ordine economico.   La donna ha impugnato il licenziamento perché secondo lei non sussisteva il giustificato motivo oggettivo che potesse giustificare il licenziamento, dichiarando che quest’ultimo fosse illegittimo e chiedeva, di conseguenza, la corresponsione delle mensilità fino alla naturale scadenza del contratto.

  La Corte d’appello di Torino accoglieva la domanda della donna e con la sentenza 1368 rigettava l’appello del datore di lavoro. Il contratto di apprendistato può essere risolto per giustificato motivo oggettivo a nel caso specifico non sussisteva per i giudici tale giustificato motivo perché due soggetti entrati nella società nel 2008 erano stati impiegati a svolgere le stesse mansioni svolte dalla donna licenziata facendo venire meno l’affermazione della soppressione del posta di lavoro.   Il ricorso è stato respinto dalla Corte di Cassazione che sottolinea il fatto che i giudici non possono sindacare sulla scelta dei criteri di gestione dell’impresa né tanto meno sulla sua gestione economica, ma spetta al giudice il controllo della reale sussistenza dei motivi addotti per il licenziamento.   La scelta imprenditoriale di sopprimere un posto di lavoro non è sindacabile, ma possono essere controllati i motivi e l’effettiva sussistenza del motivo.   Dimostrare la sussistenza del motivo è a carico del datore di lavoro. Il riassetto organizzativo può essere messo in atto anche al fine di gestire in maniera più economica l’impresa ma nel caso le ragioni del riassetto non sono state né provate né indicate.
Nella lettera di licenziamento la causa dell’interruzione del rapporto di lavoro veniva giustificata con la soppressione del posto di lavoro a causa dell’ingresso nella società di una nuova socia. Alla data del licenziamento erano entrati nella società due nuovi soci lavoratori per svolgere le st

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