Licenziamenti Pa: il decalogo del decreto Madia per le situazioni a rischio

il decreto Madia dovrebbe andare a sanare tutte le lacune del pubblico impiego stilando una sorta di decalogo per le situazioni che potrebbero portare al licenziamento disciplinare.

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il decreto Madia dovrebbe andare a sanare tutte le lacune del pubblico impiego stilando una sorta di decalogo per le situazioni che potrebbero portare al licenziamento disciplinare.

Il decreto Madia sul pubblico impiego specifica quali sono le situazioni a rischio licenziamento per quel riguarda i dipendenti statali. Un decreto Madia sul pubblico impiego dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri entro la metà di febbraio andando a sanare tutte le lacune che riguardano il pubblico impiego.

Licenziamento Pa: quali situazioni a rischio?

Se ci si assenterà dal posto di lavoro un giorno prima di un ponte, a ridosso di una scadenza importante durante la quale la pubblica amministrazione non può permettersi carenza di personale, si potrebbe rischiare il licenziamento. Il decreto va a costituire una sorta di decalogo su quelle che possono essere le situazioni a rischio per le quali potrebbe essere attuato il licenziamento disciplinare. Tra queste situazioni si ricordano, oltre le due già elencate anche l’accettazione di regali costosi in cambio di favori, l’abuso dell’auto di rappresentanza per fini privati, assenteismo, rifiuto di trasferimento senza un motivo valido, assenza ingiustificata dal posto di lavoro per più di 3 giorni in 2 anni, falsa documentazione presentata in sede di assunzioni o per la progressione di carriera, comportamento aggressivo e molesto, scarso rendimento.

 

 

Il decreto andrà a specificare anche quelli che saranno “i periodi in cui, dal punto di vista lavorativo, è bene non assentarsi, come, appunto, i giorni che allungano il fine settimana (venerdì e lunedì), le assenze in concomitanza di scadenze importanti (per esempio, l’iscrizione a scuola o la presentazione della dichiarazione dei redditi)”. Il licenziamento, inoltre, potrebbe andare a riguardare anche il responsabile del dipendente che commette illeciti e che ha fatto finta di nulla e non li ha segnalati.

Per i furbetti del cartellino, inoltre, resta ferma anche la procedura del licenziamento sprint entro 30 giorni.

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