Liberalizzazioni taxi, benzina e farmaci fascia C: Monti ci prova

Il governo rischia di scatenare le ire delle tante corporazioni in cui l'Italia si divide

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il governo rischia di scatenare le ire delle tante corporazioni in cui l'Italia si divide

Il governo Monti sta provando a dare una svolta decisiva sul tema liberalizzazioni in materia di taxi, benzina e farmacie.  Nonostante infatti i mercati di borsa non siano positivi e lo spread BTP  Bund sia ancora sopra livello 500, l’esecutivo Monti intende dare una forte accelerata ai provvedimenti che dovrebbero riguardare la fase due della manovra. Dopo il decreto salva Italia si procederà al varo del decreto cresci Italia ed gli interventi in questo caso dovrebbero riguardare liberalizzazioni, investimenti in infrastrutture, sgravi sul lavoro per aumentare la produttività.

 

LIBERALIZZAZIONI: LE INDICAZIONI DELL’ANTITRUST

Secondo i “rumors” delle ultime ore già la prossima settimana il presidente Monti potrebbe portare in Consiglio dei ministri un opportuno decreto per recepire le indicazioni ricevute dall’authority per la concorrenza. L’ente  guidato da Giovanni Pitruzzella ha infatti individuato numerosi interventi di immediata applicazione che potrebbero essere effettuati nel settore delle farmacie, dei taxi, dei pubblici servizi, dell’energia. Il decreto che dovrebbero essere varato nella prossima settimana conterrebbe un calendario di attuazione delle diverse misure molto serrato, con alcune misure, come quelle riguardanti i carburanti, che potrebbero essere immediatamente esecutive. Tali interventi andrebbero a calmierare un mercato che attualmente vede il prezzo della benzina a circa 1,8 euro con prospettiva di raggiungere ben presto i 2 euro al litro. L’aumento dei carburanti è guardato con molta attenzione  da parte dell’esecutivo, in considerazione del fatto che oltre ad avere dirette ripercussioni su automobilisti ed i lavoratori del settore, porta anche ad un aumento dei prezzi dei prodotti che vengono trasportati su gomma, portando ad una ulteriore erosione del potere d’acquisto e di conseguenza ad una diminuzione dei consumi.

 

LIBERALIZZAZIONI BENZINA: IL PRIMO PUNTO NELL’AGENDA DEL GOVERNO

Interventi per banche e carburanti – Quindi le consultazioni tra i ministri e gli addetti ai lavori diventano frenetiche, anche perché vi è da vincere le forti resistenze di lobby e corporazioni, sempre molto agguerrite nel nostro paese. Per quanto riguarda gli interventi da effettuare in materia di carburanti, è allo studio un miglioramento della rete delle stazioni di rifornimento ed una revisione del contratto tra gestori ed imprese fornitrici. Per le banche potrebbe essere imposto il divieto di vendere ai clienti i mutui con collegate delle polizze assicurative, un meccanismo che ha portato ad un aggravio dei costi per gli utenti finali.

 

LIBERALIZZAZIONI TAXI: SI RISCHIA LO SCONTRO

Per i taxi l’ipotesi allo studio è di fissare delle scadenze temporali ai Comuni per l’emissione delle nuove licenze. Inoltre per non rendere troppo gravoso il passaggio ad una fase di liberalizzazione si prevedono delle forme di compensazione economica per i titolari delle vecchie licenze. Su quest’ultimo punto l’antitrust ha proposto di concedere una seconda licenza ai vecchi possessori in modo tale che questi possano affittare o vendere la seconda. Tuttavia interventi volti a liberalizzare il mondo delle auto bianche rimangono davvero difficili da attuare, visti i precedenti. Ricordiamo come nel 2006 una norma introdotta da Bersani, e presto rivista in gran parte dei sui punti, abbia scatenato dure serrate da parte dei tassisti che sono sfociate anche in episodi violenti. In sostanza il mercato ed il funzionamento è rimasto immutato nel tempo grazie anche a notevoli appoggi politici, soprattutto nel centro destra ( le ultime dichiarazioni del senatore Gasparri sul punto sono perentorie “non accetteremo attacchi unilaterali al mondo delle professioni e dei taxi”).

 

LIBERALIZZAZIONI FARMACI FASCIA C: IL NO DEI FARMACISTI

Ma naturalmente non solo la lobby dei tassisti è sul piede di guerra. I farmacisti sono contrari ad altri interventi legislativi visto che, a loro dire, il governo è già intervenuto in merito alla liberalizzazione del settore dei farmaci. Infatti su espressa richiesta del Parlamento, l’Aifa, ha il compito di stilare  un elenco di farmaci che fanno parte della fascia C che possono essere venduti anche al di fuori delle farmacie. Anche qui i precedenti non sono promettenti, visto che in passato la possibilità di vendere farmaci al di fuori delle farmacie è sempre stata notevolmente ridotta, a scapito degli utenti finali che non hanno potuto beneficiare di una vera concorrenza in modo da abbassare i prezzi.

 

LIBERALIZZAZIONI BENZINAI: I PETROLIERI DICONO NO

pasquale Devita a capo delle associazione dei petrolieri ha invece posto un divieto assoluto per quanto riguarda la possibilità del gestore delle stazioni di rifornimento di rifornirsi a compagnie diverse da quelle a cui sono legate. La motivazione sarebbe che  gli impianti vengono costruiti dalle società petrolifere e date in concessione gratuita al gestore per vendere la benzina di una particolare azienda del settore. Pertanto, visto che anche la manutenzione è a spese dell’azienda madre, non è pensabile che il titolare della stazione di rifornimento possa acquistare benzina da una diversa società.

 

LA POSIZIONE DELLA POLITICA

I vari schieramenti politici sul punto delle liberalizzazioni hanno linee guida non molto distanti. L’onorevole Lupi ha già convocato un tavolo di discussione con i rappresentanti del Pdl per decidere sul da farsi.  La linea del partito, secondo l’onorevole, è quella di avere più privato all’interno delle società e meno pubblico, pertanto oltre a discutere sulle proposte che verranno fatte dal nuovo esecutivo, potranno giungere anche nuovi spunti. Dall’Udc arriva un pieno appoggio alle proposte fatte dall’authority, le quali saranno raccolte nel decreto preannunziato da Monti, visto che secondo gli esponenti del partito la concorrenza rimane lo strumento migliore per attuare le liberalizzazioni. L’ Idv a favore della concorrenza e di un abbassamento dei prezzi si schiera invece contro la privatizzazione dei servizi idrici, i quali devono essere disponibili  a fornire i propri servizi a tutti i cittadini e non devono finire in mano a multinazionali del settore. 

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Manovre Fiscali e Finanziarie