Lettere shock dell’agenzia delle entrate: cosa vuole il fisco?

Una spiegazione delle modalità con cui sono state spedite le lettere dell'Agenzia delle entrate che richiedono una giustificazione alle spese sostenute nel 2010 e dichiarate nel 730 del 2011.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Una spiegazione delle modalità con cui sono state spedite le lettere dell'Agenzia delle entrate che richiedono una giustificazione alle spese sostenute nel 2010 e dichiarate nel 730 del 2011.

Un’altra mossa discutibile del Fisco contro l’evasione fiscale: l’Agenzia delle Entrate ha inviato a circa 300 mila contribuenti una lettera relativa alla dichiarazione dei redditi del 2010 e a contemporanee spese giudicate poco attinenti a quanto dichiarato. Nella missiva si chiede di giustificare tali acquisti e in particolare la provenienza dei fondi investiti.

Un principio astrattamente anche equo: come può un piccolo imprenditore che guadagna 1200 euro al mese e non ha altre entrate comprare un auto di lusso?

 

CONTROLLI O ACCUSE?

Il problema è che la lettera presenta poche righe scarne con toni particolarmente minacciosi. La firma è quella di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia che comunica senza troppi giri di parole di «aver rilevato spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati».

Segue l’elenco delle voci “sospette”: non essendo ancora attivo il redditometro i dati sono quelli contenuti in database incrociati come il Pra per gli acquisti di auto o il registro delle imbarcazioni.

La sensazione di chi legge è immediatamente quella di essere sotto accusa.

Il destinatario è, qualora espressamente specificato, tenuto a presentarsi alla sede dell’Agenzia delle Entrate competente territorialmente entro un termine molto breve onde evitare di incorrere in una multa fino a duemila euro.

In alcuni casi invece si specifica che la lettera ha finalità meramente informative e che quindi il contribuente non è tenuto a rispondere: insomma è solo un avvertimento affinché il destinatario sappia che gli agenti del Fisco stanno controllando i suoi movimenti finanziari passati.

Trattandosi della dichiarazione 2011 (sui redditi del 2010) è ancora ammesso il ravvedimento operoso, ovvero la spontanea correzione di “errori”.

 

IL MUTUO E’ UN LUSSO?

Ma soprattutto chi sono questi 300 mila destinatari?

Ci si aspetterebbe un elenco di proprietari immobiliari e di beni mobili di lusso o anche acquirenti di opere d’arte o iscritti a circoli esclusivi.

E invece spesso nelle transazioni sospette rientrano la stipula di un mutuo, il saldo delle rette scolastiche o delle tasse universitarie o perfino il pagamento dei contributi previdenziali (obbligatori). E’ chiaro che questi destinatari non possono che interpretare la lettera come l’ennesima beffa di uno Stato che, inerte di fronte ai grandi evasori, se la prende con i piccoli risparmiatori.

Le lettere non sono state spedite solo a lavoratori autonomi ma anche a pensionati e disoccupati. In molti casi si tratta di persone che, per spese inevitabili, sono dovute ricorrere a prestiti di genitori o parenti e che in questo modo subiscono un ulteriore umiliazione.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Agenzia delle Entrate

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.