Lettere Inps ai pensionati: si devono restituire le somme richieste?

Riceviamo segnalazioni di lettere Inps con richiesta di restituzione di somme non dovute: cosa fare se l'ente previdenziale vuole i soldi indietro?

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Riceviamo segnalazioni di lettere Inps con richiesta di restituzione di somme non dovute: cosa fare se l'ente previdenziale vuole i soldi indietro?

L’Inps sta proseguendo nell’invio di lettere ai pensionati per la richiesta di restituzione di somme, anche ingenti in alcuni casi, versate per errore. Poche righe con cui l’ente richiede ai malcapitati somme non spettanti entro il termine di trenta giorni. “Ci dispiace, ma da un più attento esame della sua posizione, ci risulta che lei abbia percepito, a titolo di pensione, somme maggiori rispetto a quanto dovuto, per l’ammontare di euro, pertanto La invitiamo a restituire gli importi percepiti indebitamente nel più breve tempo possibile”.

Talmente assurdo da sembrare una bufala? Purtroppo non lo è. Ma l’Inps può veramente pretendere queste somme indietro?

Rimborsi pensioni: l’Inps può pretendere somme versate per errore?

Le lettere si riferiscono ad importi diversi che vanno da 700 euro fino anche a 56 mila euro. Ma tra i migliaia di pensionati piegati dalla richiesta c’è anche chi, invece, non si è rassegnato alla restituzione. E in effetti, a ben vedere, una sentenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 8564/16) dà ragione ai pensionati . Se non è ravvisabile dolo da parte del pensionato, l’importo della pensione di vecchiaia può essere rettificato ma non in modo retroattivo. Significa, dunque, che le somme versate non possono essere pretese indietro. L’Inps può sbagliare e non è per questo condannato a versare più del dovuto per gli anni a venire ma dell’errore, in assenza di dolo, non può rispondere il pensionato che non ha agito in malafede.

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