Lettera intenti all’Europa: l’Italia adempirà alle sue promesse?

Sulle liberalizzazioni e sulle infrastrutture si attende il decreto sviluppo 2011, sui licenziamenti facili è allarme dei sindacati

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Sulle liberalizzazioni e sulle infrastrutture si attende il decreto sviluppo 2011, sui licenziamenti facili è allarme dei sindacati

Lettera intenti Italia Europa: misure fattibili o sogni? – Tiene banco la lettera di intenti inviata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi alla commissione Ue, e nonostante la fiducia a termine accordataci dai vertici di Bruxelles rima ne l’interrogativo su cosa è ancora possibile realizzare e se effettivamente quello che è stato scritto nella missiva possa essere fattibile o no.

Licenziamenti facili: l’allarme dei sindacati  – Una premessa è d’obbligo in merito al contenuto inerente la possibilità per le aziende in stato di difficoltà di licenziare con maggiore facilità. Tale provvedimento ha scatenato le proteste dei sindacati e la Cgia di Mestre ha anche quantificato cosa sarebbe successo negli ultimi due anni , se la norma fosse stata in vigore. Il risultato sarebbe stato di oltre 738 mila disoccupati in più, che dati alla mano avrebbero portato il tasso di disoccupazione dall’8,2 per cento attuale ad un più robusto 11,1 per cento. Naturalmente tali dati dovrebbero essere presi con beneficio di inventario, e lo stesso centro studi ha dichiarato che sono stati ricavati considerando come licenziati tutti i dipendenti che negli ultimi due anni hanno usufruito della cassa integrazione guadagni ( e che quindi prefigurano una difficoltà dell’azienda a cui appartengono). Sul punto pronte le repliche del ministro del Lavoro Sacconi che ha ribadito come tale stima sia solo teorica e che l’introduzione di una norma per effettuare più facilmente licenziamenti per le aziende in crisi possa produrre più occupazione, soprattutto dei giovani.

Liberalizzazioni 2011  –  La lettera contiene un paragrafo abbastanza corposo su quanto è stato fatto dall’esecutivo per tentare di liberalizzare i settori , gli ordini professionali ed i vari servizi degli enti territoriali. Nei prossimi decreti normativi saranno stabiliti nel dettaglio quali saranno le novità in merito alla liberalizzazione del gas, e nel Dl 98 del 2011 sono stati varati alcuni provvedimenti di modifica per quanto riguarda le libere professioni  e la liberalizzazione della rete distributiva di carburanti (  prevista una sorta di authority che dovrebbe monitorare con cadenza almeno settimanale tutti i prezzi di vendita nelle stazioni di servizio). Ma molto resta da fare come dimostra il contenuto del programma  redatto da Confindustria. Ed i nuovi interventi dovrebbero essere contenuti nel prossimo decreto sviluppo, il cui contenuto definitivo è in fase di discussione.

Riforma fisco 2011  – Sul punto l’esecutivo ha stabilito uno scadenziario abbastanza ristretto ed anche i punti fissati sono chiari, il problema sarà tradurre in pratica gli intenti. Infatti la riforma del fisco assicurerebbe un gettito di oltre 20 miliardi di euro nel biennio 2012 2013, ed altri 20 nel 2014, ma l’attuazione è molto difficile, ed infatti è stata prevista a priori una clausola di salvaguardia, che prevede di raggiungere lo stesso gettito con un’altra misura, cioè il taglio delle agevolazioni inizialmente del 5 per cento e poi nell’anno successivo del 20 per cento. Anche in questo caso occorrerà stabilire quali siano i settori che potranno subire una decurtazione, magari facendo leva sulla rilevanza sociale di ogni singola agevolazione concessa alle imprese o alle famiglie.

Riforma Giustizia civile – Anche qui i tempi di attuazione dei vari interventi sono abbastanza chiari, ma occorrerà preventivamente individuare quali siano i settori dove vi è molta litigiosità ed intervenire con istituti deflattivi del contenzioso. Parallelamente si renderà disponibile una banca dati telematica in grado di monitorare  le statistiche dei processi civili e fallimentari, utili per l’iter futuro dei processi pendenti. Inoltre non è stata accolta con parere favorevole la proposta avanzata qualche mese dal ministro della Giustizia in merito alla razionalizzazione delle varie strutture giudiziarie ( come l’accorpamento delle procure e dei tribunali, e la soppressione degli enti minori).

Nuovo statuto imprese – Occorrerà preliminarmente approvare il nuovo statuto delle imprese ( attualmente è stato approvato da una camera ma sarà discusso dalle commissioni parlamentari compente prima della definitiva approvazione) prima di dare attuazione ai vari interventi contenuti nella lettera indirizzata all’ Eu. Tuttavia i tempi inseriti nella missiva ( fine anno 2011) potrebbero essere rispettati anche se la Corte dei Conti ha già messo in guardia l’esecutivo sul fatto che l’attuazione delle disposizioni contenute nel nuovo statuto potrebbe peggiorare i conti pubblici. Inoltre occorrerà tenere conto anche dei ritardati pagamenti da parte della P.A. alle varie aziende, condizione che dovrà essere risolta in quanto alcune volte questo evento ha messo in ginocchio diverse attività economiche.

Decreto sviluppo 2011 infrastrutture – Le misure in merito allo sviluppo e l’attuazione delle infrastrutture dovrebbero essere contenute all’interno del prossimo decreto sviluppo, e prevedono in buona sostanza una graduale sostituzione dell’interevento pubblico con interventi di ditte private, agevolate da sgravi irap ed ires. Sulla modifica dell’articolo 18 in merito ai licenziamenti dei dipendenti abbiamo già detto, ma occorre ribadire che la data fissata per l’attuazione ( maggio 2012 ) potrebbe slittare di molto se non si trova un’ accordo con le parti sociali.

Dismissioni statali – Il piano delle dismissioni dovrebbe assicurare oltre 15 miliardi di euro nei prossimi tre anni, una situazione abbastanza complicata da risolvere. Tuttavia anche in questo caso le date fissate per gli adempimenti potrebbero slittare visto che occorrerà coinvolgere anche gli enti locali ed individuare i beni immobili oggetto di privatizzazione. Per la pubblica amministrazione sarà la definitiva approvazione della riforma Brunetta ha porre le basi per una riforma. Per quanto riguarda due dei tre interventi previsti ( mobilità obbligatoria e cassa integrazione) sono già previsti ma occorre disciplinarli in maniera dettagliata per renderli applicabili. Il punto più ostico  dovrebbe invece essere il superamento delle tabelle organiche. Le riforme previste in capo universitario sono invece quasi tutte da definire e poi da attuare ( circa un terzo di quanto scritto nella lettera può considerarsi attuato).  Le difficoltà maggiori in questo caso sono riguardo il fatto di correlare i contributi statali all’efficienza dell’istituto.

Sulla lettera dell’Italia all’Europa si legga anche:

Lettera intenti Italia all’Europa: i licenziamenti per motivi economici spaventano

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Argomenti: Tasse e Tributi, Lavoro e Contratti