Legittima difesa: una proposta di legge non un referendum, ecco cosa cambierebbe

Cosa prevede la proposta di legge sulla legittima difesa per cui si stanno raccogliendo le firme?

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Cosa prevede la proposta di legge sulla legittima difesa per cui si stanno raccogliendo le firme?

Il tam tam mediatico che sta girando intorno all’ipotetico referendum sulla legittima difesa ha scatenato una serie di polemiche sulla reale fondatezza della notizia.   Non esiste alcun referendum sulla legittima difesa, non ci sono firme da raccogliere per indire un referendum popolare perchè la legislazione italiana permette referendum abrogativi di leggi già esistenti e non referendum che propongano nuove leggi. Allora questa fantomatica raccolta firme per il referendum sulla leggitta difesa cosa riguarda?   Si tratta di una raccolta firma, indetta dall’Italia dei Valori, per presentare una proposta di legge in Parlamento sulla legittima difesa.   Così come prevede la nostra costituzione si può presentare una proposta di legge popolare raccogliendo 50mila firme, eccola raccolta firme sulla legittima difesa a cosa serve.   Non garantisce in alcun modo che la proposta di legge sia poi trasformata in legge dal Parlamento, ma fa in modo che almeno venga presentata.   La raccolta firme è iniziata il 1 aprile e punta al sostegno delle proposta di legge popolare presentata in Cassazione per rinforzare la legittima difesa regolata dagli articoli 55 e 614 del codice penale. In questo modo si vuole andare a tutelare al massimo l’inviolabilità del domicilio, un principio, secondo IDV, che deve essere irrinunciabili e da difendere. Non che con la proposta di legge si voglia far sì che i cittadini possano ricorrere alla giustizia fai da te, ma devono poter godere di una legittima difesa più ampia che permetta loro di proteggere i propri beni e i propri cari se subiscono una violazione nel proprio domicilio o nel proprio negozio.  

Cosa si vuole cambiare con la proposta di legge?

Le modifiche della proposta di legge riguardano in modo particolare l’articolo 614 del codice penale che oggi recita: “Chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero si introduce clandestinamente o con l’inganno, è punito con la reclusione sa 6 mesi a 3 anni”.

  In questo caso si vorrebbe cambiare la durata della pena da 1 anno a 6 anni.   In caso di violenza su cose o persone, regolate dal comma 4 dell’articolo 614, la modifica propone di portare la pena da 1 a 5 anni a da 2 a 7 anni.   Si vuole inoltre introdurre un nuovo comma, posto dopo il quarto che recita: “Colui che ha posto in essere una condotta prevista dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento di qualsivoglia danno subito il occasione della sua introduzione nei luoghi di cui al primo comma”.   Per quel che riguarda l’articolo 55 del codice penale, sull’eccesso colposo la proposta di IDV vuole aggiungere al testo “Quando, nel commettere alcuno dei fatti prevenuti dagli articoli 51, 52, 53 e 54 si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge e dall’ordine dell’autorità, ovvero imposti dalla necessità, si applica le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è prevenuto dalla legge come delitto colposo” il seguente paragrafo: “Non sussiste eccesso colposo in legittima difesa qualora la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui e dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma dell’articolo 52”.

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