Legittima difesa e la provocazione sul web: verità e rischi

Legittima difesa, cosa dice la legge e quali sono le proposte di riforma

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Legittima difesa, cosa dice la legge e quali sono le proposte di riforma

I recenti casi di cronaca hanno riacceso il dibattito su un tema molto sentito in Italia: la legittima difesa. Come spesso accade però quando ci sono interessi contrastanti in gioco, il rischio di disinformazione è alto e le bufale proliferano. Attenzione quindi a non parlare spinti dall’emotività ma con cognizione di causa, soprattutto se si fa informazione. Cosa dice attualmente la legge sulla legittima difesa e quali sono le proposte di riforma?

Legittima difesa e pericolo reale: quando si può reagire senza conseguenze?

Il limite tra legittima difesa e eccesso colposo è facilmente superabile se la reazione non è proporzionata al pericolo che si corre. Pensiamo al caso di chi spara (ovviamente con arma regolarmente detenuta) ad un potenziale ladro che però risulta poi essere non armato. Devono ricorrere quindi:

  • aggressione ingiusta (da parte di chi viola la proprietà privata);
  • pericolo attuale di un’offesa;
  • reazione legittima e proporzionata all’offesa di cui sopra.

A tal proposito inoltre è opportuno sottolineare che l’onere della prova è di chi si è servito della legittima difesa e non del ladro.

Condanna o legittima difesa? Cronaca e bufale

I casi di cronaca di cittadini che tentano di difendersi da furto o rapina e rischiano la condanna, nonostante la riforma del diritto di legittima difesa del 2006 (articolo 52 del codice penale), sono numerosi. Solo negli ultimi anni si sono alternati sulle pagine dei giornali il gioielliere Corazzo, il benzinaio Stacchio, il meccanico Diana, il tabaccaio Birolo, il pensionato Sicigliano e il ristoratore Cattaneo con tanto di catene di solidarietà sui social. Ma attenzione alle bufale sul web. Nelle ultime ore ad esempio gira una catena su Facebook volta a difendere un tale “Mario”, vittima dello Stato per aver cercato di difendersi: peccato che quello nella fotografia sia Mario Vanni, «compagno di merende» di Pietro Pacciani.

Altra bufala riguarda un presunto risarcimento danni che spetterebbe ai familiari del rapinatore ucciso a Lodi (200 mila euro più un posto di lavoro per il fratello della vittima): facilmente smentibile visto che, ricordiamo, al momento il ristorante è solo indagato e che, in ogni caso, non è previsto un “risarcimento minimo” dello Stato.

Legittima difesa e nuova riforma: quali possibili interventi?

Dal punto di vista giuridico il punto di riflessione è il seguente: la ricetta del “più armi per tutti” è veramente la soluzione o sarebbe piuttosto opportuno investire nella “certezza della pena” . Il Pd ha proposto un emendamento che aggiungerebbe un quinto comma all’articolo 59 prevedendo che “Nei casi di cui all’articolo 52, secondo comma, la colpa dell’agente è sempre esclusa se l’errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed ècausato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto“.

 

 

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