Legittima difesa, focus dei sondaggi politici: referendum e petizione bufala?

Referendum legittima difesa: raccolta firme e proposta di legge tra bufala e realtà. La catena su Whatsapp è attendibile?

Alessandra De Angelis

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Il tema della legittima difesa è un focus politico tornato fortemente alla ribalta dopo gli ultimi casi di cronaca. Come confermano anche gli ultimi sondaggi Ipsos, il 64% degli italiani vorrebbe una legge sulla legittima difesa più flessibile di quella attuale per riconoscere al proprietario di casa il diritto di autodifesa, anche sparando. Ma quanti conoscono veramente l’attuale legge sulla legittima difesa? Non molti in verità e questo favorisce il proliferare di bufale e disinformazione.

Leggi anche: Legittima difesa, bufale e disinformazione corrono in rete

Referendum legittima difesa: esiste una raccolta firme?

E in questo contesto è tornata alla ribalta la notizia del referendum sulla legittima difesa con tanto di raccolta firme. La petizione per proteggere la casa e chi vi abita circolava già l’anno scorso. Quest’anno il canale di diffusione è Whatsapp. La catena che circola invita tutti gli interessati a recarsi presso l’anagrafe o ufficio segreteria competente territorialmente per firmare a favore della proposta di legge sulla legittima difesa. In particolare la riforma delle legittima difesa, si legge nel messaggio della catena su Whatsapp, punterebbe a garantire il risarcimento da eventuali lesioni causate dal ladro alla vittima (o ai suoi eredi in caso di decesso).

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