Legge stabilità: si parla di abolizione Irap e agevolazioni imprese

Dibattito serrato sui contenuti del maxiemendamento alla legge di stabilità. Si parla di modifiche alla detrazione 55% sul risparmio energetico ma anche di necessaria riduzione del costo del lavoro in Italia

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Dibattito serrato sui contenuti del maxiemendamento alla legge di stabilità. Si parla di modifiche alla detrazione 55% sul risparmio energetico ma anche di necessaria riduzione del costo del lavoro in Italia

Il maxi emendamento alla legge di stabilità in commissione bilancio – La giornata di lunedì dovrebbe segnare la fatidica presentazione del maxi emendamento alla legge di stabilità contente le misure utili per la crescita del paese. Il condizionale è d’obbligo anche perché nelle ultime ore le voci si sono moltiplicate e provvedimenti che sembravano già presi sono stati cassati o giudicati rivedibili ( come ad esempio la vendita di terreni agricoli statali ai giovani agricoltori).

 

Agevolazioni fiscali infrastrutture statali: sarà premiato chi investe? – Tra il nocciolo duro dei provvedimenti troviamo sicuramente gli incentivi alle imprese per fare in modo che  investano nelle infrastrutture statali. Il progetto della Tremonti Ter è proprio quello di concedere sgravi Ires ed Irap alle società impegnate nella costruzione delle infrastrutture pubbliche. Inoltre vengono concesse facilitazioni in tema di emissioni di obbligazioni in modo da sostenere le società impegnate attraverso progetti di project financing.

 

Detrazione 55 risparmio energetico: arrivano delle modifiche?– Molto attesa anche la proroga che prevede la possibilità di detrarre il 55 per cento delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici. Sembra che la bozza del progetto sia già pronta è che la proroga sia stata accordata per ulteriori tre anni con nuovi tetti di spesa e nuove aliquote di detrazione. Ad esempio per le finestre vi sarebbe un limite di 450 euro al metro quadro con una detrazione ridotta al 41 per cento e con l’obbligo di effettuare ulteriori lavori. Il restringimento del campo di azione di tale tipo di detrazioni potrebbe sbloccare i circa 40 milioni di euro preventivati per l’assunzione dei ricercatori under 30 realizzando di fatto il progetto di Tremonti che prevede interventi a costo zero ( l’esecutivo ha preventivato che le operazioni di assunzione costerebbero allo stato circa 40 milioni di euro).

 

AGEVOLAZIONI IMPRESE: COSA DOVREBBE CAMBIARE CON LA LEGGE DI STABILITA’

Discorso a parte meritano i molteplici interventi previsti per migliorare la competitività delle imprese e permettere anche maggiori assunzioni, grazie a facilitazioni particolari in tema di contratti di assunzione. Vediamo quindi nel dettaglio cosa ha intenzione di inserire nell’emendamento il governo, al fine di aiutare le imprese italiane.

 

ACE Aiuto crescita economica Imprese – Partiamo dall’aiuto alla crescita economica ( Ace) che nelle intenzioni dei tecnici del Tesoro dovrebbe sostituire la vecchia dual income tax. In sostanza l’intervento prevede degli sgravi fiscali per le imprese che effettuano aumenti di capitale. In questo modo le società dovrebbero trattenere gli utili in azienda e non distribuirli ai soci, permettendo quindi maggiori investimenti e garantendo maggiore credibilità all’esterno.

 

Compensazioni f24 – Allo studio facilitazioni in tema di compensazioni  effettuate dalle società. Con questo termine viene indicata l’operazione di abbattere il debito della società verso il fisco, o verso altri enti ( Inps, Inail, Enpals, ecc.) utilizzando crediti precedentemente maturai e mai chiesti a rimborso. Il meccanismo è di facile applicazione ( occorre infatti compilare un comune F24 dal quale risultino gli importi a debito ed a credito compensati) ma negli ultimi anni, a causa dell’impossibilità di effettuare controlli accurati, si sono verificate truffe di consistente valore. Pertanto il legislatore ha posto diversi paletti che di fatto hanno reso problematico l’utilizzo dell’istituto della compensazione anche per le aziende in buona fede. Ad esempio la manovra di ferragosto ha posto il divieto di compensare i crediti con la pubblica amministrazione con i debiti erariali.  Ciò crea un notevole squilibrio visto che a fronte di tasse dovute a tempistiche ben stabilite vi sono pagamenti con ritardi di mesi di molte pubbliche amministrazioni. Il governo pensa di sbloccare questa ed altre situazioni intervenendo attraverso provvedimenti legislativi.

 

I benefici del consolidato fiscale   – Con la scelta del regime fiscale opzionale del consolidato, un gruppo di imprese può scegliere di calcolare le imposte fiscali da pagare direttamente sul gruppo di imprese, non dovendo quindi calcolarle per singola società. Tenuto conto che occorre effettuare la somma algebrica dei redditi delle singole società, tale strumento permetterà di utilizzare in maniera immediata eventuali perdite di alcune società facenti capo al gruppo. Inoltre i dividendi distribuiti non sono assoggettati alla tassazione del gruppo e pertanto si possono ottenere dei benefici fiscali dall’applicazione di tale regime. Altri vantaggi sono dati dal pagamento dell’acconto che risente dell’importo pagato a livello di gruppo societario nell’annualità precedente. Pertanto l’esecutivo dovrebbe intervenire con provvedimenti che permettano un’ utilizzo più facile di tale regime fiscale alternativo, rendendo di fatto accessibile per un numero maggiore di imprese il consolidato fiscale.

Costo lavoro Italia troppo alto – Uno dei punti che maggiormente penalizzano la competitività delle imprese italiane è sicuramente l’alto costo del lavoro del nostro paese. A voler essere più precisi è il cuneo fiscale l’indicatore da monitorare per verificare se la competitività cresce o meno.

 

Cuneo fiscale costo lavoro: cosa resta in busta paga? – Il cuneo fiscale rappresenta la differenza tra costo del lavoro a carico delle imprese ed il netto che viene versato in busta paga al contribuente.  Tale valore è rappresentato quindi dalla somma di contributi previdenziali, assicurativi e le imposte pagate allo Stato. Le statistiche Ocse indicano che per un salario medio il cuneo fiscale italiano è circa il 47 per cento a fronte di un 35 per cento medio europeo. Occorre pertanto intervenire su questi valori se si vuole eliminare un fattore frenante decisivo della competitività aziendale italiana.

 

Contratto di rete tra imprese – L’esecutivo dovrà incentivare e sviluppare maggiormente il contratto di rete tra imprese visti gli effetti benefici che esso ha sulla produttività. Infatti attraverso la rete di imprese le società pur conservando la propria indipendenza possono attingere a forme partecipate di know how, di servizi di internalizzazione che moltiplicano la conoscenza ed abbassano i costi di esercizio. Inoltre la legge già prevede degli sgravi contributivi per le imprese rete come la sospensione delle imposte dovute nel caso di costituzione di una riserva tra le imprese aderenti alla rete, che abbia lo scopo di avviare programmi di ricerca.

 

Abolizione Irap 2011 – L’imposta regionale sulle attività produttiva, Irap, il cui gettito è stato concesso alle Regioni è stata sempre una tra le imposte maggiormente contestate dalle imprese. L’Irap è stata introdotta nel 1998 in luogo della soppressione di altri sette tributi ( tra cui l’Invim) ed ha come presupposto lo svolgimento di attività dirette alla produzione di beni o allo scambio di servizi all’interno del territorio regionale. Ultimamente l’Irap è stata oggetto di molteplici ricorsi anche perché non è mai stato del tutto chiaro l’ambito di applicazione dell’imposta  ed i meccanismi di detrazione previsti. A fronte di questi molteplici fattori l’esecutivo potrebbe abolire o limitare il raggio di applicazione dell’Irap, cosa che molti esecutivi hanno annunciato ma mai effettuato.

 

Regime fiscale trasparenza – Oltre al consolidato il nostro sistema fiscale prevede un altro regime fiscale opzionale quello della trasparenza. Tale regime consente di imputare direttamente ai soci le imposte da pagare di una società, ed anche in questo caso si possono ottenere agevolazioni e sconti fiscali. Premesso che in questo modo si evitano le duplici tassazioni , il dover pagare l’irpef e non l’ires ( che ha una aliquota fissa) può permettere per i redditi più bassi di pagare di meno. Pertanto agevolando l’applicazione di tale regime in particolari situazioni, si potrebbe diminuire la pressione fiscale garantendo comunque un gettito sicuro e rilanciando numerose imprese, specie di piccole e medie dimensioni.

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Argomenti: News Fisco, Redditi e Dichiarazioni

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