Legge Stabilità 2015: pensioni e lavoro, ecco le novità

Ecco le principali novità in materia di lavoro e pensioni in vigore dal 1 gennaio 2015 con la pubblicazione in Gazzetta della Legge di Stabilità

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Ecco le principali novità in materia di lavoro e pensioni in vigore dal 1 gennaio 2015 con la pubblicazione in Gazzetta della Legge di Stabilità

Bonus 80 euro, TFR in busta paga, pensione anticipata anche per i lavoratori esposti all’amianto, sgravi per le nuove assunzioni, tassazione dei buoni pasto sono alcune delle novità principali in tema di lavoro e pensioni introdotte dalla legge di stabilità 2015, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 e contenente “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”.

Legge Stabilità 2015: sintesi novità lavoro e pensioni

Ecco una sintesi delle principali novità nel settore lavoro e pensioni:

  •  Bonus 80 euro: stabilizzato il bonus Irpef di importo pari a: 1) 960 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro; 2) 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 24.000 euro ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro. Ai fini della determinazione della soglia di reddito rilevante per l’attribuzione del cd. Bonus 80 euro non si computano le riduzioni di base imponibile previste per i ricercatori che rientrano in Italia. Sarà il sostituto d’imposta che riconoscerà al lavoratore in via automatica il credito spettante sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, rapportandolo al periodo stesso. Le somme erogate sono recuperate dal sostituto d’imposta mediante l’istituto della compensazione.
  •  Rientro in Italia ricercatori: sono allungati i periodi d’imposta nei quali si applicano le agevolazione fiscali in favore dei ricercatori che rientrano in Italia. Per la precisione la norma risulta modificata come segue (decreto legge n. 78/2010, art. 44, co.1 e 3): ai fini delle imposte sui redditi è escluso dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo il 90% degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all’estero, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi e che dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 78/2010 ed entro i sette (e non più cinque) anni solari successivi vengono a svolgere la loro attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato.
    Inoltre, quanto precede (unitamente alla norma che specifica che gli emolumenti netti non concorrono a formare il valore della produzione netta dell’Irap) si applica a decorrere dal 1° gennaio 2011, nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei tre (e non più due) periodi d’imposta successivi sempre che permanga la residenza fiscale
  • Tassazione buoni pasto: viene aumentata la quota non soggetta a tassazione da 5,29 a 7 euro sempre se il buono pasto è reso in formato elettronico.
  • TFR in busta paga: In via sperimentale, in relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i lavoratori domestici e i lavoratori del settore agricolo, che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, possono richiedere al datore di lavoro medesimo, entro i termini definiti con il DPCM che ne stabilisce le modalità di attuazione, di percepire la quota maturanda del TFR (ex articolo 2120 c.c.), compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare. Si procederà tramite liquidazione diretta mensile della medesima quota maturanda come parte integrativa della retribuzione. Si applicherà alla predetta parte integrativa della retribuzione la tassazione ordinaria; quanto erogato non sarà imponibile ai fini previdenziali. Inoltre, soli fini della verifica dei limiti di reddito complessivo non si tiene conto dell’eventuale erogazione diretta della quota maturanda del TFR consentita dalla legge. La manifestazione di volontà, qualora esercitata, è irrevocabile fino al 30 giugno 2018. In assenza di espressione di volontà, resta ferma la normativa vigente.
  • Pensione lavoratori amianto: per l’accesso alla pensione per i lavoratori attualmente in servizio, con effetto dal 1° gennaio 2015, senza corresponsione di ratei arretrati, non si tiene conto dei provvedimenti di annullamento delle certificazioni rilasciate dall’INAIL per il conseguimento dei benefici pensionistici, salvo il caso di dolo dell’interessato accertato in via giudiziale con sentenza definitiva.
  • Pensione anticipata: sono cancellate le “penalizzazioni” legate al conseguimento della pensione anticipatamente rispetto alle decorrenze di legge: viene prevista l’eliminazione della relativa norma contenuta nella Riforma Fornero. In pratica, si fa riferimento ai soggetti che maturano il requisito di anzianità contributiva per l’accesso al trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2017 nei confronti dei quali non troveranno applicazione le penalizzazioni (riduzioni della pensione) previste per l’accesso alla pensione anticipata (ossia prima dei 62 anni). In particolare sulla quota di trattamento relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente il 1° gennaio 2012 di tali soggetti non si applicano la riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni e di 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.
  • Agevolazioni assunzione: Viene previsto in favore dei datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, uno sgravio contributivo. Lo sgravio è riferito alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato (eccetto apprendistato e dei contratti di lavoro domestico) decorrenti dal 1° gennaio 2015 e relativi a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2015. Lo sgravio è riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua e fatti salvi i casi in cui comunque la legge lo esclude. Infatti, il beneficio viene escluso con riferimento alle assunzioni di lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, a quei lavoratori per i quali il presente beneficio contributivo sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato. L’esonero, inoltre, non spetta ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate/collegate ai sensi dell’art.
    2359 c.c. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei 3 mesi antecedenti l’entrata in vigore della legge di Stabilità; non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dall’ordinamento
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