Legge stabilità 2011: pronta la bozza degli interventi

Dopo la bocciatura del rendiconto dello stato, circola una bozza di legge di stabilità che permetterebbe interventi a saldi manovra invariati

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Dopo la bocciatura del rendiconto dello stato, circola una bozza di legge di stabilità che permetterebbe interventi a saldi manovra invariati

Allo studio la nuova legge di stabilità 2011 – Vediamo nel dettaglio quali saranno gli interventi che probabilmente saranno inseriti all’interno della legge di stabilità ( precedentemente chiamata anche finanziaria). Occorre premettere che dopo gli esiti recenti di voto, dove l’esecutivo è stato battuto in alcuni punti sulla legge di rendiconto dello Stato, non è possibile definire con certezza quali saranno i tempi di approvazione dei vari interventi economici in programma. Pertanto sebbene la scaletta programmata dagli addetti ai lavori preveda il varo del decreto sviluppo, e possibilmente anche della legge di stabilità, entro la fine di ottobre, difficilmente i tempi stabiliti potranno essere rispettati.

Tuttavia per avere maggiori dettagli sui vari interventi economici che l’esecutivo ha in mente di intraprendere occorre superare lo scoglio del varo definitivo dell’approvazione in toto del rendiconto dello Stato. La situazione potrebbe sbloccarsi grazie  alla presentazione di un nuovo emendamento che dovrebbe essere presentato prima al Senato e successivamente alla Camera. In questo modo il Governo potrebbe chiedere la fiducia e far passare il provvedimento.

Legge di stabilità bozza – Per quanto riguarda la legge di stabilità negli ultimi giorni è iniziata a circolare una bozza in visione a diversi esponenti parlamentari.  Il contenuto di tale bozza, come dichiarato all’interno della nota illustrativa, non produce effetti correttivi dei saldi finanziari e pertanto non compromette il raggiungimento del pareggio di bilancio previsto per il 2013.  Pertanto è stato rispettato quanto voluto da Tremonti che vorrebbe degli interventi a saldo zero, in modo tale da non danneggiare gli obiettivi di bilancio a lungo termine.

Decreto di stabilità 2011: i nodi ancora non risolti

I problemi da risolvere – Nel complesso gli interventi finanziari che abbisognano di rifinanziamento ammontano ad oltre 4 miliardi di euro e sono contenuti nei 9 articoli che compongono la bozza del decreto di stabilità.  Inoltre la manovra prevede anche interventi che assicurino una ripresa economica e non solo dei tagli o delle riduzioni di spesa. In particolare occorre anche sciogliere il nodo dei tagli ai ministeri ( che ammontano a circa 7 miliardi di euro), e che se non saranno decisi, saranno effettuati in maniera lineare per tutti i ministeri.

Gli interventi previsti dal decreto di stabilità

Gli interventi riguarderanno un prolungamento per il prossimo anno della detassazione per i dipendenti che nell’anno 2011 hanno percepito redditi inferiori ai 40 mila euro nel 2011 ( la tassazione agevolata prevista per il lavoro notturno o straordinario è fissata ad aliquota del 10 %), lo stanziamento di almeno un miliardo di euro per gli ammortizzatori sociali per il 2012. Inoltre verrà rifinanziato l’istituto del 5 per mille (circa 400 milioni euro previsti come dotazione), verrà previsto il rifinanziamento delle missioni internazionali di pace ( almeno 700 i milioni di euro previsti come dotazione) e sono ancora in forse gli investimenti pubblici finanziati grazie ad una parte dell’incasso della vendita delle frequenze per i telefonini di nuova generazione.  Probabilmente verranno destinati almeno 36,4 milioni di euro per il progetto “strade sicure” che prevede una collaborazione tra forze armate e forze dell’ordine. Si è parlato anche dei fondi Fas ( i fondi che sono impiegati in progetti per le aree meno sviluppate) e probabilmente verranno destinate risorse aggiuntive a partire dal 2015.

Asta frequenze tlc: fondi ricavati  al Tesoro – Per quanto riguarda invece l’incasso derivante dalla vendita delle frequenze Tlc ( che sono stati di circa 4 miliardi di euro), vi è stato un certo contrasto. Infatti inizialmente era stato previsto di dare circa la metà dell’introito al ministero delle Telecomunicazioni per effettuare investimenti nel settore, ma alla fine sembra che tale somma sarà gestita dal ministero dell’Economia.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Lavoro e Contratti