Legge sharing economy incerta e complessa

Disciplina delle piattaforme digitali per la condivisione dei beni e servizi e disposizioni per la promozione dell'economia della condivisione

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Disciplina delle piattaforme digitali per la condivisione dei beni e servizi e disposizioni per la promozione dell'economia della condivisione

ROMA (MF-DJ)–“La proposta di legge in esame risponde a obiettivi d’interesse generale, quali la trasparenza, l’equita’ fiscale, la tutela dei consumatori, il rispetto della concorrenza, senz’altro auspicabili e coerenti alle linea guida tracciate dalla Commissione Ue con la Comunicazione del 2 giugno scorso ma, allo stesso tempo, ambiziosi nel contesto dell’economia collaborativa, che di per se’ non si presta ad una facile demarcazione”.

Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nel corso di un’audizione presso le Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera.

“Nell’attuale quadro normativo, infatti, lo scambio di un bene o di un servizio al di fuori dell’esercizio di un’attività professionale organizzata consente al privato di sottrarsi alla disciplina, sostanziale e fiscale, cui sono sottoposti gli altri operatori del medesimo settore”, ha sottolineato Orlandi. “Questa situazione determina un’alterazione della struttura concorrenziale del mercato, a svantaggio delle imprese e dei professionisti, e comporta delle ingenti perdite di gettito, in quanto i proventi derivanti dall’economia condivisa potrebbero sfuggire al sistema fiscale tradizionale”.

In particolare, ha spiegato, “rimane incerto se la soglia dei 10.000 euro, oltre a determinare un diverso trattamento fiscale, costituisca anche il discrimine tra attività professionale da economia condivisa e attività occasionale”; in aggiunta, “nel contesto dell’economia collaborativa, tuttavia, la distinzione tra prestazione a titolo professionale e prestazione a titolo occasionale non e’ facilmente individuabile, specie se la regolamentazione varia da settore a settore e anche da regione a regione, come ad esempio nel settore alberghiero  […] la proposta sembra finalizzata al recupero di gettito nei confronti di soggetti che svolgono attivita’ amatoriale, attribuendo, in particolare, ai gestori delle piattaforme il ruolo di sostituto d’imposta.

La proposta non interviene sul regime Iva delle operazioni svolte da tali soggetti, tema che, peraltro, e’ attualmente oggetto di approfondimento al livello Ue”.

“La proposta – ha concluso Orlandi – risulta essere un primo passo verso la regolamentazione del fenomeno della sharing economy che avvia un positivo e necessario dibattito da parte della societa’ civile, delle istituzioni e degli operatori, che deve senz’altro proseguire. Certamente, vista la complessita’ del fenomeno e le diverse variabili da considerare, non sara’ facile il cammino che portera’ ad una compiuta regolamentazione del settore, che ha enormi potenzialita’ per la competitivita’ e la crescita del Paese”.

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