Credito d’imposta beni strumentali: novità nella Legge di bilancio 2021

Il D.dl. di bilancio 2021 interviene sul credito d'imposta beni strumentali apportando diverse novità, cambiano le aliquote, le spese massime agevolabili nonchè l'ambito oggettivo.

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Il D.dl. di bilancio 2021 interviene sul credito d'imposta beni strumentali apportando diverse novità, cambiano le aliquote, le spese massime agevolabili nonchè  l'ambito oggettivo.

La prossima legge di bilancio 2021 si pone l’obiettivo di potenziare il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali.

 

Il potenziamento è attuato incrementando la percentuale di spesa agevolabili, l’investimento massimo ammesso al credito d’imposta nonchè ampliando l’ambito oggettivo.

 

Ecco in chiaro le principali novità contenute nel D.dl di bilancio 2021.

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali: la normativa in vigore

La Legge di bilancio 2020 ha introdotto un credito d’imposta che premia gli investimenti in beni strumentali. L’ agevolazione ha preso il posto di iper e super amm.to.

 

La riforma è contenuta nell’articolo 1, commi da 185 a 197, della legge di bilancio per il 2020 (legge 160/2019).

 

In merito al super-amm.to, il D.L. 34/2020, decreto Rilancio, ha prorogato il termine entro il quale deve avvenire la consegna dei beni. Intesa quale effettuazione dell’investimento. Si è passati dalla data del 30 giungo 2020 al 31 dicembre 2020.

 

Ritornando al nuovo credito d’imposta, sono agevolati gli investimenti:

  • effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 ovvero
  • fino al 30 giugno 2021,

 

a condizione che, entro il 31 dicembre 2020, l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.

 

Il credito d’imposta non è tassabile nè ai fini reddituali nà ai fini Irap.

 

L’agevolazione spettante dipende dalla tipologia di investimento effettuato.

 

In particolare:

  • per gli investimenti in beni materiali  “Industria 4.0”, il credito d’imposta è riconosciuto: nella misura del 40 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 20 per cento per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili, pari a 10 milioni di euro;
  • per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali Industria 4.0 (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15 per cento del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro.

Inoltre, per gli investimenti ordinari, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo e nel limite massimo di 2 milioni di euro.

 

Il credito d’imposta è cumulabile con il bonus sud.

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali: le novità della Legge di bilancio 2021

Analizzando il testo della bozza della Legge di bilancio 2021 si rilevano importanti novità per il credito d’imposta in parola.

 

In particolare, come da relazione illustrativa, il credito d’imposta è esteso  fino al 31 dicembre 2022, con la previsione:

 

  • del potenziamento delle aliquote agevolative,
  • l’incremento dell’ammontare delle spese ammissibili e
  • l’ampliamento dell’ambito oggettivo.

 

Le novità appena citate operano a ritroso. Infatti, trovano applicazione già per gli investimenti in beni strumentali effettuati a partire dal 16 novembre 2020.

Soggetti beneficiari e investimenti ammissibili

L’agevolazione è riconosciuta a tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022. Ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Sono, pertanto, ammessi al credito d’imposta in esame gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, ad eccezione dei beni indicati all’articolo 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

 

Dunque continuano ad essere esclusi dal credito d’imposta i veicoli e gli altri mezzi di trasporto (art.164 del DPR 917/86, TUIR) nonchè i beni per i quali è previsto un coefficiente di ammortamento inferiore al 6.5%.

Sono esclusi anche i fabbricati  e le costruzioni.

La misura dell’agevolazione: gli investimenti ordinari

Per gli investimenti ordinari materiali e immateriali (vedi 1° paragrafo) ossia  non inclusi negli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati da imprese e professionisti (gli unici investimenti agevolabili per i professionisti)) a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, l’agevolazione spetta:

 

  • nella misura del 10% per gli investimenti fino a un limite di 2 milioni di euro per i beni materiali e
  • fino a un limite di un milione di euro per i beni immateriali.

 

La percentuale sale al 15% per gli investimenti destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile effettuati nel medesimo periodo.

 

Attenzione, per gli stessi beni, il credito d’imposta opera al 6% per gli investimenti effettuati  dal 1° gennaio 2022.

La misura dell’agevolazione: gli investimenti materiali 4.0

 

Le percentuali agevolative crescono per i beni materiali ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

 

A tal proposito, si distingue tra investimenti 2021 e investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2022.

 

Infatti, per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spetta:

 

  • al 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • nella misura del 30% del costo per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e
  • nella misura del 10% del costo per la quota di investimenti superiori a 10 milioni.

 

Fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

 

Ancora, per gli investimenti 2022, il credito d’imposta è riconosciuto:

 

  • nella misura del 40%  del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • nella misura del 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e
  • al 10%  del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni.

 

Anche in questo caso, fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

La misura dell’agevolazione: gli investimenti immateriali 4.0

Meno articolate sono le previsioni agevolative peri beni di cui all’ allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022.

 

Infatti, il credito opera al 20% su un costo massimo di 1 milione di euro. Inoltre, sono ammesse all’agevolazione anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto allegato B. Mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

L’utilizzo del credito d’imposta: in compensazione in F24

Il credito d’imposta spettante può essere utilizzato in compensazione in F24:

 

  • a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni per gli investimenti ovvero
  • ovvero a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni.

 

Cosa importante, il credito è utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo.

 

Inoltre, per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro, l’utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti ordinari può avvenire in un’unica quota annuale.

 

 

 

 

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