Legge Comunitaria 2010: novità in materia di IVA

Chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate in materia di servizi ricevuti da soggetti passivi UE

di Roberto Franchini, pubblicato il
Chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate in materia di servizi ricevuti da soggetti passivi UE

La legge Comunitaria 2010,  con effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della Legge in esame, ossia dal 17.3.2012, ha modificato l’individuazione del momento impositivo delle prestazioni di servizi con soggetti non residenti. In particolare le prestazioni di servizi:

  • “generiche” ex art. 7-ter, DPR n. 633/72, rese da un soggetto passivo UE o extraUE a un soggetto passivo italiano;
  • diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies, rese da un soggetto passivo italiano a un soggetto passivo UE o extraUE;

si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi. Se, anteriormente al verificarsi degli eventi sopra indicati, è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si intende  effettuata, limitatamente all’importo  pagato, alla data del pagamento.

 

IVA CESSIONE DI BENI: LA NORMATIVA AGGIORNATA

Come noto dal 2010, per effetto della regola del “committente”, l’IVA relativa alle cessioni di beni/prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA in Italia rese da un soggetto non residente ad un soggetto nazionale, deve essere assolta dall’operatore italiano, applicando il “reverse charge” ex art. 17, comma 2, DPR n. 633/72.

L’Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che il committente italiano, per poter assolvere l’IVA sui servizi ricevuti da soggetti passivi UE, può scegliere tra l’emissione dell’autofattura e l’integrazione della fattura UE con la relativa imposta.

Ora, viene disposto che in caso di prestazioni di servizi generiche di cui all’articolo 7-ter rese da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE, il committente italiano “adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni degli articoli 46 e 47 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331…”.

In altre parole, il committente nazionale, che riceve servizi generici da soggetti UE, deve, in luogo dell’emissione dell’autofattura, integrare la fattura ricevuta dal prestatore UE, nei termini e con le modalità previsti per gli acquisti intracomunitari di beni (di cui agli artt. 46 e 47, D.L. n. 331/93). Pertanto, l’integrazione del documento non è più una facoltà bensì un obbligo.

 

La legge in commento ha esteso la possibilità di richiedere il rimborso del credito IVA trimestrale anche alle operazioni non soggette ad imposta ex artt. da 7 a 7-septies, DPR n. 633/72.

Il contribuente nazionale può ottenere il rimborso in relazione a periodi inferiori all’anno, quando effettua, nei confronti di soggetti passivi non residenti, le seguenti prestazioni di servizio che rientrano nell’ambito degli articoli da 7 a 7-septies del decreto IVA, ossia:

  • lavorazioni relative a beni mobili materiali;
  • trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione;
  • servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione;
  • servizi creditizi, finanziari e assicurativi resi a soggetti extraUE o relativi a beni da esportare fuori dell’UE (art. 19, comma 3, lett. a-bis); che siano  di importo superiore al 50% dell’ammontare di tutte le operazioni effettuate.

 

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Argomenti: Aziende e Società, Lavoro e Contratti