Legge 104, se il familiare è assistito in struttura, si perdono i permessi?

Se il familiare è assistito in struttura, si perdono i permessi legge 104 per assisterlo, anche se ha bisogno ancora della presenza del familiare? | La Redazione risponde.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Legge 104 per assistere un familaire disabile

Permessi legge 104, il quesito di un nostro lettore:

Gentile Signora, sono qui per chiederle 1 informazione inerente alla legge 104 che io usufruisco per assistere la mamma. Purtroppo essa si sta aggravando sempre più e siccome stiamo valutando se farla assistere da una badante a casa sua o purtroppo richiedere domanda presso 1 struttura. In questa ultima ipotesi, perdo la facoltà di usufruire ancora della legge? Distinti saluti.

Già abbiamo affrontato questo quesito, molti i lettori che ci chiedono ulteriori spiegazioni.

E’ possibile fruire dei permessi legge 104 per assistere il familiare con disabilità grave (art.3 comma 3), se ricoverato in struttura, solo in alcuni casi specifici. La norma è chiarita dalla circolare INPS n. 32 /2012, che specifica le strutture che danno diritto ai permessi legge 104.

Permessi legge 104 è possibile fruirne con l’art. 3 comma 1

Permessi legge 104, chi ne ha diritto

Le condizioni essenziali per poter richiedere i permessi Legge 104/92 per assistere il familiare sono:

  • certificazione di handicap in situazione di gravità (art. 3 comma 3 Legge 104/1992);
  • non sia ricoverato a tempo pieno, intendendosi con ciò, il ricovero per le intere ventiquattro ore presso strutture ospedaliere o simili, sia pubbliche che private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

Relativamente ai permessi l’INPS con la circolare n. 155 del 3 dicembre 2010 punto 3, e il Dipartimento della Funzione Pubblica con la circolare n. 13 del 6 dicembre 2010 paragrafo 5, lett. A., ribadiscono che per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

Successivamente la circolare Inps n. 32/2012 estende ai lavoratori che assistono un familiare con grave disabilità ricoverato (non solo minore) la possibilità di usufruire dei permessi nel caso risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.

L’aspetto della “assistenza sanitaria continuativa”, indicato nelle circolari INPS 155/2010 e 13/2010 della Funzione Pubblica e, poi, ripreso nelle successive da parte di entrambi, non è trascurabile, in quanto, sembra voler fare un distinguo tra una “assistenza sanitaria” e una “assistenza non sanitaria”.

Se ne deduce che il lavoratore può usufruire dei permessi per prestare assistenza al familiare ricoverato presso strutture residenziali di tipo sociale, quali case-famiglia, comunità-alloggio o case di riposo perché queste non forniscono assistenza sanitaria continuativa mentre non può usufruire dei permessi in caso di ricovero del familiare da assistere presso strutture ospedaliere o comunque strutture pubbliche o private che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

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Argomenti: Lettere, News lavoro, Legge 104