Legge 104 e trasformazione del lavoro in part time per assistere disabile: è un diritto?

La trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time è un diritto del lavoratore che assiste familiare disabile o soltanto un'opzione?

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Legge 104

Gentile Signora Patrizia Del Pidio,

pongo alla sua attenzione il seguente quesito:

1) stando all’art. 8 comma 4 del D.L.81/2015, il lavoratore che assiste un genitore portatore di handicap di cui all’art. 3, comma 3 Legge 104/92, può richiedere alla sua Azienda la trasformazione del rapporto di lavoro da rapporto a tempo pieno (full time) in rapporto a tempo parziale (part time);

2) nel mio caso stiamo parlando di un contratto di assunzione a tempo determinato di cui all’art.

22 lettera C del CCNL Operai agricoli e florovivaisti del 22 ottobre 2014, per 190 giornate di lavoro e 39 ore settimanali;

3) La domanda che le pongo è se tale richiesta sia un diritto di Legge che spetta al lavoratore che ne fa richiesta oppure sia una concessione facoltativa del Datore di lavoro.

Le chiedo questo perché mi sono sorte delle perplessità leggendo il comma 2 del citato art. 8 D.L. 81/2015 che riporta quanto segue:
“Su accordo delle parti risultante da atto scritto è ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale”.
Leggendo il comma 2 sembra che si tratterebbe di un accordo tra le parti e quindi declinabile/facoltativo da parte del Datore di lavoro verso il lavoratore che fruisce di un beneficio di legge a tutela di una persona invalida?

Cordialmente.

Il decreto attuativo numero 81 del 15 giugno 2015 ha reso possibile per i soggetti che fruiscono della legge quadro 104/1992 per assistere persone con handicap, poter ottenere la trasformazione del contratto di lavoro da full time a part time.

Trasformazione del lavoro in part time

A prevederlo è l’articolo 8 del decreto attuativo che concede il passaggio dal lavoro a tempo pieno a quello a tempo parziale a delle categorie di lavoratori del settore pubblico e privato, affette da patologie oncologiche o da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa accertata da una commissione medica dell’ASL territorialmente competente.

Non solo chi sia affetto da tali malattie ma anche il lavoratore che si occupa del coniuge, dei figli o dei genitori affetti dalle stesse patologie.

Lo stesso avviene in caso il lavoratore assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità (ex art. 3, comma 3. legge 104/92) che necessita di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

Cosa dice il decreto 81 all’articolo 8?

Nel decreto in questione è riportato quanto segue all’articolo 8:

  1. I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche nonché da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, eventualmente anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. A richiesta del lavoratore il rapporto di lavoro a tempo parziale è trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno.
  2. In caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
  3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore a tredici anni o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104 del 1992, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
  4. Il lavoratore il cui rapporto sia trasformato da tempo pieno in tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria legale rispetto a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.
  5. Il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purché con una riduzione d’orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro è tenuto a dar corso alla trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.

Trasformazione è un diritto?

L’articolo 8 del decreto 81 non parla di un diritto al part time ma un diritto di priorità. L’azienda, quindi, non è obbligata a concedere la trasformazione del contratto ma solo a dare priorità nel caso in cui si voglia trasformare dei contratti da full time a part time ai dipendenti con diritto di priorità.

I lavoratori disabili o i familiari che assistono disabili, in base alla legge 104 articolo 3 comma 3, quindi, hanno diritto di priorità rispetto ai lavoratori della stessa azienda nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

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