L’economia sommersa vale più di 270 miliardi all’anno

Il valore totale stimato dell’imponibile sconosciuto al fisco ha un valore compreso tra il 16,3% ed il 17,5% del Pil

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il valore totale stimato dell’imponibile sconosciuto al fisco ha un valore compreso tra il 16,3% ed il 17,5% del Pil

Il sommerso in Italia vale 270 miliardi di euro annui

Parliamo ancora una volta di evasione e questa volta i dati sono forniti direttamente dall’ istituto nazionale di statistica, l’ISTAT. Lo studio presentato dal presidente dell’istituto Giovannini ha il compito di fornire elementi preziosi soprattutto ai tavoli tecnici che sono in corso per affrontare il nodo della riforma fiscale, ritenuto uno dei temi cardine dell’esecutivo.

Lo studio redatto si è focalizzato sull’economia sommersa e sul valore economico di questa. In particolare è molto interessante constatare che il valore totale stimato dell’imponibile sconosciuto al fisco ha un valore compreso tra un minimo di 255 miliardi di euro ed un massimo di 275 miliardi di euro, che rappresenta una rilevante quota del prodotto interno lordo nazionale, compreso tra una forbice del 16,3 ed il 17,5 per cento del Pil. Una parte rilevante di tale valore è sicuramente data dal valore aggiunto apportato dai lavoratori non regolari. Tale valore viene stimato all’interno del rapporto nel 37 % del valore globale, ed interesserebbe almeno tre milioni di lavoratori. Chiariamo subito che per quanto riguarda l’indagine condotta si definisce irregolare un lavoratore che non è in regola con le normative fiscali, previdenziali e dei vari ordinamenti attualmente vigenti.

Scorporando tale dato si scopre che il lavoro irregolare è particolarmente concentrato nel sud Italia, e le regioni centrali hanno avuto negli ultimi tempi risultati lusinghieri per quanto riguarda il contrasto a tale tipo di fenomeno irregolare. Per quanto invece riguarda i valori per macrosettori di appartenenza, secondo l’ indagine Istat è l’agricoltura il settore dove vi è il maggior valore aggiunto sconosciuto all’amministrazione finanziaria. In agricoltura infatti si concentra circa il 33 per cento del sommerso totale, per un controvalore di 9,1 miliardi di euro. Nel terziario non vengono invece dichiarato il 21 per cento del valore aggiunto prodotto ma il controvalore supera i 212 miliardi di euro. Nell’industria invece sono circa 53 i miliardi di euro che restano sommersi e quindi non dichiarati.

Il presidente Giovannini ha del resto ribadito che ai fini dello studio non sono stati inclusi i cosiddetti lavoratori in grigio ( fenomeno diverso dai lavoratori in nero ), per i quali si effettuano dei contributi ridotti, si svolgono prestazioni diverse da quelle che sono contenute nei contratti, si ricorre a pagamenti fuori busta.

Abbiamo detto che una rilevante quota dell’economia sommersa, il 37 % del totale, è dovuta al lavoro irregolare; un’ altra quota ancora più rilevante ( pari ad oltre il 55 % del totale ) è da imputare alla correzione del fatturato e dei costi intermedi.

Guardando indietro di circa dieci anni, si scopre che sebbene in termini relativi la quota relativa al sommerso era compresa tra i 217 miliardi di euro ed i 228 miliardi di euro, ma l’ incidenza sul Pil dell’economia sommersa era comunque maggiore visto che arrivava al 19,1 per cento del Pil. Pertanto i circa 15.000 euro di imponibile Irpef evasi ogni anno dall’ evasore medio italiano, dato contenuto nell’indagine Istat di quest’anno, possono comunque ritenersi un successo da parte dell’ amministrazione finanziaria.

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Argomenti: Evasione fiscale