Le piccole imprese italiane pagano il doppio delle tasse delle multinazionali. Ecco i motivi di un fisco “non” equo

Dati che fanno riflettere non poco. È questo uno dei più grandi motivi per cui le piccole imprese italiane non riescono a sopravvivere nella guerra contro le Big.

di , pubblicato il
Dati che fanno riflettere non poco. È questo uno dei più grandi motivi per cui le piccole imprese italiane non riescono a sopravvivere nella guerra contro le Big.

Due statistiche decisamente eloquenti, che riguardano i dati sulla pressione fiscale delle aziende italiane ed estere ma che operano all’interno del nostro paese.

La morte delle PMI italiane

L’Italia si conferma, anche per il 2019, uno tra i paesi europei con la più alta pressione fiscale.

Per le PMI italiane vi è un carico fiscale complessivo che si attesta al 59% dei profitti.

Davanti a noi soltanto la Francia con in Tax Rate del 60,7%.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, invece, il Total Tax Rate per le piccole e medie imprese e per i professionisti, se si tengono in considerazione tutte le voci dei versamenti nelle casse pubbliche, siano esse: tasse, acconti e saldi, contributi previdenziali e altri pagamenti vari, sarebbe oltre il 64%. Un vero e proprio salasso.

Quanto pagano i giganti del web?

Se da un lato le piccole e medie imprese hanno una tassazione cosi pesante, i giganti del web godono di un regime decisamente più agevolato.

Queste multinazionali, che operano in Italia, secondo la Cgia di Mestre, registrano un tax rate pari a quasi la metà, cioè del 33,1%.

Ma perché questa iniquità?

La risposta è semplice, queste aziende, pur operando all’interno dei confini nazionali, hanno la propria sede legale all’interno di paesi con fiscalità agevolata.

Per questo motivo l’Unione Europea, ma anche i singoli stati come l’Italia, in questi ultimi anni si starebbero dotando di nuove norme fiscali che permetteranno una tassazione non più in capo agli utili prodotti da esse, ma sui fatturati prodotti all’interno dello stato.

Una soluzione di certo poco incisiva. La web tax italiana, infatti, sarà solamente del 3% del volume d’affari di esse.

Insomma, a ben vedere, sembrerebbe una vera e propria ingiustizia per tutte le piccole realtà economiche italiane, le quali competono all’interno di un contesto fiscale sicuramente non equo.

Potrebbe anche interessarti:

 

Argomenti: ,