Le aliquote contributive dopo la riforma del lavoro

Come cambiano le aliquote contributive dopo la riforma del lavoro: previsioni fino al 2018

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Come cambiano le aliquote contributive dopo la riforma del lavoro: previsioni fino al 2018

Il recente decreto legge n. 201 del 2011, intitolato disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici e successivamente convertito nella legge 214 del 2011, modifica in modo radicale il sistema contributivo pensionistico  del nostro paese. L’art. 24 ha infatti profondamente modificato la normativa sulla base dei seguenti principi ( come disposto dal comma 1 dell’art. 24):

  • Equità e convergenza  intragenerazionale e intergenerazionale, con abbattimento di privilegi e clausole derogative solo per le categorie più deboli;
  • Flessibilità per quanto riguarda l’accesso ai trattamenti pensionistici anche con incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa;
  • Adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni di speranza di vita; semplificazione, armonizzazione ed economicità dei profili di funzionamento delle diverse gestioni previdenziali.
 

Requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione

Sulla base dei sopraesposti principi viene disposto che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate, la quota di pensione viene calcolata secondo il sistema contributivo. Inoltre, sempre a partire dal 1° gennaio 2012 i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di seguito indicati:

  • 62 anni per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico dell’AGO (assicurazione generale obbligatoria) e delle forme sostitutive della medesima. Tale requisito anagrafico  è fissato a 63 anni e sei mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016 e 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018;
  • 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, nonché della gestione separata. Tale requisito anagrafico è elevato a 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni dal 1° gennaio 2018. Resta ferma in tale ambito la disciplina inerente l’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita come previsto dal D.l n. 78 del 2010;
  • Per i lavoratori autonomi (vedi anche Partite Iva false: un contrasto difficile da applicare) il requisito anagrafico di 65 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto ed il requisito anagrafico di cui all’art. 1 della legge n. 243 del 2004 è determinato in 66 anni.

Modificato anche il diritto alla pensione di vecchiaia, per la quale occorre un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni.

 

Modifica delle aliquote contributive

Le modifiche non hanno riguardato esclusivamente i requisiti ma sono state variate anche le aliquote contributive. Ai sensi dell’art. 22 e seguenti del decreto legge n. 201 del 2011 infatti, a partire dal 1° gennaio 2012, le aliquote pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome Inps vengono incrementate di 1,3 punti percentuali a partire dall’anno 2012 e successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno sino a raggiungere il livello del 24 per cento.  Pertanto tenuto conto  che l’articolo 1, comma  768 della legge 296/2006 (finanziaria 2007), prevedeva per lavoratori artigiani e commercianti aliquote contributive pari al 20 per cento, a partire dal 1° gennaio 2012, l’aliquota sale a 21,3 punti percentuali per poi successivamente innalzarsi come sopra riportato.
Variate anche le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo dei lavoratori coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla relativa gestione autonoma dell’Inps ( in base all’art. 23 del decreto), per i quali le tabelle in allegato al decreto ( tabelle B e C) forniscono le nuove aliquote contributive.

 


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Argomenti: Lavoro e Contratti