Lavoro: trasferimento con legge 104, c’è bisogno della disponibilità del posto?

Trasferimento di lavoro per assistere il familiare disabile con legge 104, bisogna attendere il posto vacante? La Redazione risponde.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Trasferimento e categorie protette legge 104

Trasferimento con legge 104: salve Sig.ra Tortora, volevo porle una questione. Io attualmente lavoro per conto di un’azienda di vigilanza privata che ha diverse sedi in tutta Italia. I miei genitori si trovano al sud e attualmente mio padre non sta tanto bene. Secondo lei potrei fare richiesta di trasferimento al sud Italia con legge 104 anche se nella sede interessata non ci sono attualmente posti disponibili? Cioè è comunque possibile che mi accettino il trasferimento oppure se prima non si libera un posto non possono prendermi? Grazie mille per la sua cortese attenzione. Resto in attesa di sue notizie in riguardo. Cordiali Saluti.

Analizziamo la normativa vigente e le decisioni della Corte di Cassazione in casi simili.

Trasferimento con legge 104

La normativa prevede che possono chiedere il trasferimento della sede più vicina sia i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che assistono una persona con handicap in situazione di gravità (caregiver).

L’articolo 33 della legge 104/1992, al comma 5, stabilisce che “il lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità ha il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

Nello specifico possono assistere il coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

La Sentenza della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5900/2016, ha stabilito che in base alla legge 104, il diritto del lavoratore a scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere. Infatti inserisce la locuzione “ove possibile”, di fatto decretando la necessità che il trasferimento non rechi comunque danno al datore di lavoro.

E’ intervenuta anche la circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010 a seguito dell’emanazione della legge numero 183/2010, che ha chiarito che la norma tutela il lavoratore e gli concede il diritto al datore di lavoro il quale può rifiutare il trasferimento solo “in presenza di circostanze oggettive impeditive, come ad esempio la mancanza di posto corrispondente nella dotazione organica di sede, mentre non può essere subordinato a valutazioni discrezionali o di opportunità dell’amministrazione”.

Conclusioni

Nel caso specifico, prima di fare domanda, le conviene accertarsi che ci sia la disponibilità del posto libero, diversamente il datore di lavoro si può rifiutare.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Quesiti benefici Legge 104, News lavoro, Legge 104