Lavoro: timidi segnali di recupero, ma la strada resta in salita

Timida ripresa dell’occupazione nel primi quattro mesi del 2021. Resta drammatica la situazione per i giovani in cerca di lavoro.

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Assunzioni logistica

Timidi segnali di recupero per il mercato del lavoro in Italia, ma la strada è in salita. Lo era anche prima dello scoppio della pandemia, ma ora è ancora più irta e piena di insidie.

La principale di queste insidie è rappresentata dallo sblocco dei licenziamenti. Dal 1 luglio le aziende private saranno libere di recidere i contratti di lavoro e lasciare a casa il personale in esubero. Tant’è che i dati preliminare sulla disoccupazione in Italia diffusi dall’Istat (9,6% nel 2021) non possono essere interpretati con la giusta misura.

Lavoro, timidi segnali di recupero

Nonostante tutto, comunque, l’allentamento delle misure restrittive sta dando alcuni importanti e incoraggianti segnali. Come dice Francesco Maria Chelli, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, nel corso di un’audizione presso la Commissione Bilancio della Camera.

L’andamento del mercato del lavoro nei primi quattro mesi del 2021 ha mostrato segnali di recupero, dopo il forte calo registrato tra dicembre 2020 e gennaio 2021, che aveva portato il tasso di occupazione al valore più basso dall’inizio della pandemia“.

Fra i dati più salienti del mercato del lavoro è importante notare come tra gennaio e aprile 2021 il numero di occupati sia cresciuto dello 0,6%. Con l’uscita dalla fase di emergenza e l’allentamento delle restrizioni è cresciuto allo stesso tempo anche il numero di persone in cerca di occupazione (+3,4%). Si è ridotto il numero degli inattivi (-2%), riflettendo la ripresa delle azioni di ricerca di lavoro da parte delle persone che vorrebbero lavorare e la loro disponibilità a farlo entro un paio di settimane.

Segnali di recupero

La crescita dell’occupazione nel mondo del lavoro non mancano. In particolare a essere interessate sono più le donne degli uomini.

Secondo i dati Istat

i segnali di recupero appaiono più evidenti per le donne. Tra gennaio e aprile 2021, il numero di occupate è cresciuto dello 0,8% e quello delle donne in cerca di occupazione del 7%, a fronte di una diminuzione delle inattive del 2,1%.

Tra gli uomini, sia gli occupati sia chi è in cerca di occupazione sono cresciuti dello 0,4%, con una dinamica molto meno sostenuta rispetto a quella femminile che ha riequilibrato le differenze di genere osservate fino a dicembre 2020, quando la perdita di occupazione rispetto a febbraio 2020 era pari a -3,5% tra le donne e -2,9% tra gli uomini“.

Lombardia in testa

Ma dove cresce di più il lavoro? Secondo l’Istat, la Lombardia è la regione italiana che, come sempre, traina il Paese. Secondo le prime rilevazioni statistiche, la produzione manifatturiera in nel primo trimestre 2021è cresciuta del 8,7% rispetto al 2020. Un dato che si estende anche nel Nord-Ovest del Paese dove la crescita media è del 7,6%.

Il dato allarmante riguarda, però, i giovani. La crisi economica ha provocato un incremento della disoccupazione e della quota di Neet. In un clima in cui i giovani in Lombardia scontavano un preoccupante differenziale nel tasso di occupazione di circa 30 punti percentuali rispetto alle regioni tedesche, il tasso di disoccupazione giovanile in Lombardia, infatti, sale al 19,2% (dal 18,3% nel 2019), circa 15 punti percentuali in più rispetto al 4,8% del Bayern ma altrettanti in meno rispetto al drammatico 34% della Cataluña.

Riguardo ai Neet in Lombardia, lo scorso anno l’incidenza sul totale dei 15-24 enni balza al 15,7% (dal 12,6% nel 2019), invertendo la faticosa discesa dai picchi toccati a causa della precedente crisi.

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